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Home Esteri

Critiche dalla platea Maga a Pam Bondi dopo l’audizione su Epstein

La procuratrice generale degli Stati Uniti è stata aspramente criticata in seguito alla sua audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera

by Alessandro Bolzani
12 Febbraio 2026
La procuratrice generale Pam Bondi

La procuratrice generale Pam Bondi | Photo by United States Department of Justice - Alanews.it

Pam Bondi, procuratrice generale degli Stati Uniti d’America, è finita sotto accusa da parte di molti commentatori pro-Trump in seguito alla sua audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera sul caso Jeffrey Epstein. Erick Eickson, figura nota della destra americana, ha affermato che, viste le risposte della procuratrice generale sulle mancate incriminazioni, Bondi dovrebbe dimettersi o essere rimossa. Tim Pool, podcaster vicino a Trump, ha commentato con toni più sintetici, mentre Nick Fuentes ha invocato un procedimento di impeachment per presunte false dichiarazioni sui documenti Epstein.

Bondi non si è scusate con le vittime di Epstein

Durante l’udienza, Bondi ha rifiutato di scusarsi con le vittime di Epstein presenti in aula e ha chiesto invece che i Democratici si scusassero con il presidente Trump. Adottando una tattica simile a quella del presidente degli Stati Uniti, la procuratrice generale ha risposto in maniera aggressiva, evitando ammissioni di colpa e concentrandosi sull’elogio della gestione Trump del Dipartimento di Giustizia.

Il focus rimane sui documenti Epstein

Nonostante le domande su altri scandali, tra cui il tentativo fallito di perseguire sei parlamentari Democratici per un video critico verso Trump, la discussione è tornata ripetutamente sul caso Epstein. Il deputato Jamie Raskin, principale democratico della commissione, ha accusato Bondi di schierarsi con i colpevoli e ignorare le vittime, definendo la sua gestione un “massiccio insabbiamento” dei file. Bondi, tuttavia, ha mantenuto un atteggiamento difensivo, evitando confronti diretti con le testimonianze dei sopravvissuti.

Momenti di tensione tra Bondi e i Democratici

Un momento particolarmente teso si è verificato quando la deputata Pramila Jayapal ha chiesto a Bondi di scusarsi con le vittime per la divulgazione errata di documenti sensibili. La procuratrice generale ha reagito accusando la collega di teatralità, definendo le sue richieste un tentativo di trascinare l’udienza “nel fango”. Bondi ha rivendicato il proprio operato, incolpando i predecessori dell’amministrazione Biden per eventuali mancanze e ribadendo la propria esperienza come procuratrice al servizio delle vittime.

Attacchi e provocazioni in aula

Durante la seduta, Bondi ha criticato più volte i Democratici, tra cui Raskin e Jerrold Nadler, in relazione agli impeachment di Trump. In uno scambio particolarmente acceso con Raskin, la ministra ha utilizzato toni derisori, arrivando a mettere in discussione la sua competenza legale. Gli scontri hanno ricordato l’audizione precedente davanti al Senato, quando Bondi aveva utilizzato liste di risposte predefinite per difendersi, ma questa volta i Democratici erano preparati a controbattere strategicamente.

Repubblicani divisi su Bondi

Il sostegno repubblicano a Bondi si è rivelato più moderato rispetto al passato. Alcuni membri del partito hanno cercato di spostare la discussione su tematiche meno controverse, come la lotta alla criminalità comune. Tra i critici del partito, il deputato Thomas Massie del Kentucky ha contestato la gestione dei file Epstein, accusando Bondi e il suo vice di aver ritardato o ostacolato la divulgazione dei documenti e dei nomi delle vittime. Bondi ha risposto definendo Massie “politico fallito”.

Strategia di difesa e controattacco

L’approccio di Bondi e del direttore dell’FBI Kash Patel si è distinto per la riluttanza a rispondere direttamente alle domande considerate scomode e per l’uso di attacchi preparati per distogliere l’attenzione dai Democratici. Nonostante ciò, alcuni legislatori Democratici hanno colto l’occasione per mettere in luce relazioni tra alti funzionari dell’amministrazione Trump e Epstein, chiedendo chiarimenti su figure come il segretario al commercio Howard Lutnick.

Un raro momento di collaborazione bipartisan

Un episodio insolito di collaborazione tra fazioni opposte è emerso quando il deputato Eric Swalwell ha chiesto a Bondi di investigare minacce ricevute da lui e dalla sua famiglia. La procuratrice generale ha assicurato che le indagini erano in corso e che la protezione delle persone coinvolte e dei loro familiari sarebbe stata garantita.

Tags: Epstein filesPam BondiStati Uniti

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