Monaco di Baviera, 14 febbraio 2026 – Nel contesto della 59ª Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha ribadito l’importanza di una soluzione politica alla crisi ucraina, sottolineando il ruolo attivo e imprescindibile dell’Europa nel negoziato. Un messaggio che si inserisce in un quadro internazionale segnato da tensioni persistenti e sforzi diplomatici in corso per trovare un accordo di pace duraturo.
Wang Yi, la posizione della Cina sulla crisi ucraina
Durante il suo intervento alla Conferenza di Monaco, Wang Yi ha chiarito che, sebbene la Cina non sia direttamente coinvolta nel conflitto, essa sostiene con fermezza il dialogo come unico strumento efficace per porre fine alle ostilità. “Promuoviamo il dialogo per la pace“, ha affermato il ministro, auspicando una cessazione delle ostilità nel più breve tempo possibile.
In questo percorso, ha rimarcato l’importanza che l’Europa sia “direttamente coinvolta nei colloqui e non messa da parte nel processo“, evidenziando così la necessità di un ruolo europeo centrale nelle trattative. Wang ha inoltre invitato tutte le parti interessate a cogliere l’opportunità di un accordo globale, vincolante e capace di rimuovere le cause profonde del conflitto, con l’obiettivo di stabilire una pace stabile e duratura nel continente europeo.
La visione cinese sulla sicurezza globale e i conflitti internazionali
Il ministro ha esteso il suo discorso alla situazione globale, ricordando che nel mondo sono attivi più di 60 conflitti che provocano sofferenze diffuse. Ha rimarcato la necessità di superare tali crisi attraverso la mediazione e il dialogo, in linea con la visione di sicurezza comune e cooperativa promossa dal presidente cinese Xi Jinping.
Riguardo ad altri fronti di crisi, Wang ha sottolineato la responsabilità della comunità internazionale nel sostenere il cessate il fuoco e la ricostruzione a Gaza, insistendo sulla soluzione dei due Stati per la giustizia al popolo palestinese. Ha inoltre invitato alla prudenza nella gestione della situazione iraniana per evitare l’innesco di nuovi conflitti.
Nel frattempo, sul fronte diplomatico, si segnala che Israele si è proposto come mediatore nel conflitto ucraino: il primo ministro israeliano Naftali Bennett ha recentemente incontrato il presidente russo Vladimir Putin a Mosca per discutere possibili vie di dialogo. L’incontro, durato tre ore, ha incluso anche questioni riguardanti le comunità israeliane in Ucraina e il negoziato sull’accordo nucleare con l’Iran.
La situazione sul terreno rimane critica, con la Russia che continua le operazioni militari su più fronti, nonostante alcuni annunci di tregua per permettere corridoi umanitari, mentre Kiev prosegue la sua resistenza e si prepara a un nuovo round di negoziati previsto per lunedì.
In questo scenario complesso, le parole di Wang Yi evidenziano un approccio cinese orientato alla mediazione multilaterale, con un appello forte a un coinvolgimento diretto e imprescindibile dell’Europa nel processo di pace sull’Ucraina.




