AOSTA, 27 gennaio 2026 – Il Dipartimento degli Affari esteri della Svizzera ha ribadito all’ANSA che la competenza per le indagini sulla tragedia di Crans-Montana spetta esclusivamente alla giustizia vallesana, sottolineando la centralità del principio della separazione dei poteri nel sistema democratico elvetico. Tale principio assegna a ciascun organo dello Stato ruoli e responsabilità distinti, escludendo interferenze politiche nelle indagini giudiziarie.
Il ruolo della giustizia svizzera e la collaborazione con l’Italia
In una successiva dichiarazione, il Dipartimento degli Affari esteri ha fatto sapere di aver recepito la richiesta italiana di una collaborazione stretta tra le autorità giudiziarie dei due Paesi per fare piena luce sulle circostanze dell’incendio scoppiato nel locale Le Constellation a Crans-Montana, che ha causato la morte di 40 giovani, in gran parte minorenni e provenienti da diversi Paesi. La Svizzera e l’Italia perseguono «il medesimo obiettivo», ha affermato il Dipartimento: accertare rapidamente, con trasparenza e in modo esaustivo quanto avvenuto e individuare i responsabili, chiamati a risponderne davanti alla legge.
Il processo giudiziario in Svizzera procede con cautele: per esempio, la proprietaria del locale, Jessica Moretti, non è stata sottoposta agli arresti domiciliari ma ha l’obbligo di firma, il divieto di lasciare la Svizzera con il ritiro del passaporto e una cauzione ancora da definire. Intanto, il governo italiano si è ufficialmente costituito parte civile nel procedimento, come confermato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha sottolineato l’importanza di tutelare la memoria delle vittime italiane e garantire la presenza dello Stato in ogni fase del processo.
Crans-Montana, la Svizzera apre alle squadre investigative comuni con l’Italia
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