Kiev, 24 febbraio 2026 – Sarà al centro dell’attenzione della missione europea guidata da Ursula von der Leyen e Antonio Costa la questione dell’energia e del sostegno all’Ucraina, particolarmente critica in questo periodo segnato dal freddo intenso e dai danni causati dalle bombe russe. Con loro, a Kiev, sono giunti anche alcuni commissari europei, tra cui il commissario per l’Energia Dan Jorgensen, e un gruppo di leader europei, tra cui il primo ministro croato Andrej Plenkovic, la premier danese Mette Frederiksen e il presidente ceco Petr Paver.
Energia e aiuti all’Ucraina: la priorità della missione UE
L’Unione Europea si è impegnata a rispondere alle richieste del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in materia di aiuti energetici, fondamentali per affrontare l’inverno in condizioni difficili. Tra i dossier più delicati c’è il caso dell’oleodotto Drubzha, il cui ripristino è ostacolato da tensioni diplomatiche. Secondo Budapest, infatti, l’Ucraina starebbe ritardando volontariamente la riparazione di questa infrastruttura vitale. In risposta, il premier ungherese Viktor Orban ha bloccato l’approvazione delle nuove sanzioni contro Mosca e ha posto il veto al prestito da 90 miliardi di euro destinato a Kiev.
Gli esponenti europei puntano a una rapida riparazione dell’oleodotto per eliminare ogni motivo di controversia con l’Ungheria. Bruxelles conta infatti di ottenere il via libera di Budapest al finanziamento per l’Ucraina non appena sarà ristabilito il flusso di petrolio, garantendo così il sostegno economico necessario per la resistenza e la ricostruzione.

Costa: “Inaccettabile il veto ungherese, via libera al prestito arriverà”
Nel corso del viaggio a Kiev, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha espresso con fermezza la posizione dell’UE sul veto ungherese: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima o poi, il prestito sarà approvato“. Costa ha inoltre sottolineato la necessità che l’Unione partecipi attivamente ai negoziati sulla sicurezza europea, ricordando l’importanza del processo di adesione dell’Ucraina, delle sanzioni contro la Russia e del congelamento dei beni russi.
Il presidente del Consiglio europeo ha anche rivolto un omaggio al coraggio e alla determinazione del popolo ucraino, che in questi oltre quattro anni di conflitto ha resistito all’invasione e continua a difendere il proprio territorio con grande tenacia. Costa ha riconosciuto i progressi compiuti dall’Ucraina sul percorso di riforme, nonostante la guerra in corso.
Le iniziative europee si inseriscono in un quadro più ampio di sostegno finanziario e politico a Kiev, che include l’impegno a garantire risorse per il fabbisogno ucraino nei prossimi due anni, comprese quelle per la difesa, e la ricerca di soluzioni condivise per l’utilizzo degli asset russi congelati. La partita dell’energia e dei finanziamenti rappresenta dunque uno snodo cruciale nel sostegno internazionale all’Ucraina.
La Russia e gli obiettivi mancati
“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza“. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace“, aggiungono.






