Seul, 21 gennaio 2026 – L’ex primo ministro sudcoreano Han Duck-soo è stato condannato a 23 anni di carcere per il suo coinvolgimento nel tentato colpo di stato del dicembre 2024, quando fu dichiarata la legge marziale in Corea del Sud. La sentenza è stata emessa oggi dalla Corte distrettuale centrale di Seul, che ha riconosciuto Han colpevole di aver favorito il tentativo di insurrezione guidato dall’allora presidente Yoon Suk-yeol.
Il Ruolo di Han Duck-soo nel Tentativo di Legge Marziale
Durante la lettura del dispositivo, il giudice Lee Jin-gwan ha sottolineato che Han Duck-soo ha ignorato i suoi doveri di primo ministro fino alla fine del mandato. Il tribunale ha stabilito che Han ha avuto un ruolo significativo nel maldestro e breve tentativo di dichiarare la legge marziale, un evento che ha rappresentato la più grave crisi istituzionale della giovane democrazia sudcoreana dopo la fine del potere militare di 40 anni fa.
L’ex premier, 76 anni, è stato accusato di favoreggiamento dell’insurrezione e falsa testimonianza: “Nonostante avesse espresso preoccupazioni a Yoon, non si è mai opposto esplicitamente né ha esortato il governo a scoraggiare la dichiarazione di legge marziale”. Han si è sempre dichiarato innocente durante il processo.
Contesto e Conseguenze Politiche
Il tentato colpo di stato si verificò il 3 dicembre 2024, quando il presidente Yoon Suk-yeol proclamò la legge marziale accusando l’opposizione parlamentare di attività antistatali e di collusione con la Corea del Nord. La mossa fu immediatamente respinta dall’Assemblea nazionale, che la revocò nella notte successiva, mentre Yoon venne rimosso dall’incarico dopo un impeachment confermato dalla Corte costituzionale.
Dopo la destituzione di Yoon, Han Duck-soo assunse la presidenza ad interim fino al maggio 2025, quando si dimise per candidarsi alle elezioni presidenziali anticipate, candidatura poi abortita per mancanza di sostegno nel suo partito. La sentenza odierna dispone l’immediato trasferimento di Han Duck-soo in carcere.
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