Pechino, 24 marzo 2026 – In un discorso pronunciato ieri al Parlamento di Pyongyang, Kim Jong-un, leader della Corea del Nord, ha riaffermato con fermezza che il paese non rinuncerà mai al proprio arsenale nucleare. Il leader ha inoltre annunciato che la Corea del Sud sarà presto designata come “Stato più ostile”, sottolineando un ulteriore irrigidimento della posizione di Pyongyang nei confronti del vicino meridionale.
Corea del Nord: la posizione di Kim sui programmi nucleari e le relazioni internazionali
Durante l’intervento all’Assemblea Popolare Suprema, Kim ha definito la politica nucleare nordcoreana un percorso irreversibile e ha ribadito l’intenzione di rafforzare ulteriormente la deterrenza nucleare a scopo di autodifesa. Ha accusato gli Stati Uniti di “terrorismo di Stato”, in riferimento agli attacchi militari americani in Iran, e ha sottolineato che la Corea del Nord continuerà a intensificare la sua lotta contro le “forze ostili”.
Nonostante la sospensione della cooperazione con la Corea del Sud, Kim ha espresso un’apertura limitata verso un possibile dialogo con gli Stati Uniti, condizionata al riconoscimento dello status nucleare di Pyongyang e alla cessazione delle politiche ostili americane. Il leader ha inoltre richiamato i “bei ricordi” dei precedenti incontri con il presidente Donald Trump, suggerendo che la ripresa dei colloqui potrebbe avvenire se Washington abbandonasse la sua ossessione per la denuclearizzazione.
Crescono le tensioni nella penisola coreana e la repressione interna
Le tensioni nella regione permangono alte, con la Corea del Nord che ha accelerato lo sviluppo di sistemi d’arma avanzati, inclusi missili balistici intercontinentali e armi tattiche, rafforzando al contempo le relazioni con Russia e Cina. Kim ha inviato truppe e equipaggiamenti militari in supporto alla guerra russa in Ucraina, consolidando un’alleanza strategica.
Parallelamente, la situazione interna del regime resta caratterizzata da una repressione severa. Secondo recenti rapporti di Amnesty International, la popolazione nordcoreana subisce pesanti restrizioni sulle libertà di informazione e cultura: l’accesso a programmi televisivi sudcoreani è severamente punito, con sanzioni che vanno dalla detenzione a pene capitali, spesso aggravate dall’arbitrarietà e da richieste di tangenti da parte delle autorità.
Questa rigidità nel controllo interno e la fermezza nella politica nucleare sottolineano la volontà di Kim Jong-un di mantenere saldo il dominio nel paese e di proseguire senza cedimenti nella sua strategia di potenza regionale.






