Copenaghen, 23 gennaio 2026 – I negoziati tra Danimarca e USA sulla Groenlandia, mirati a rafforzare la sicurezza nell’Artico, sono in procinto di prendere il via. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen, sottolineando l’importanza di gestire la questione con cautela e senza enfasi mediatica.
L’annuncio di Lars Løkke Rasmussen sui negoziati con gli USA
Durante una conferenza stampa a Copenaghen, il ministro degli Esteri danese, in carica dal dicembre 2022 e leader del partito Moderati, ha dichiarato: “Avvieremo questi incontri abbastanza rapidamente“. Tuttavia, Rasmussen ha precisato che non verrà resa nota la data esatta degli incontri per “togliere ogni drammaticità alla questione“. Il fulcro delle discussioni sarà la sicurezza, tema ripetuto con enfasi dallo stesso ministro: “sicurezza, sicurezza e sicurezza“.
La Groenlandia, la più grande isola non continentale del mondo e territorio autonomo del Regno di Danimarca, rappresenta un nodo strategico nell’Artico. La sua posizione geografica e le risorse naturali attirano l’interesse globale, in particolare da parte degli USA, che hanno manifestato in passato la volontà di rafforzare la propria presenza militare e strategica nell’area.
La Danimarca e la sicurezza nell’Artico: una priorità condivisa
In un momento di crescente tensione geopolitica nell’Artico, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha incontrato questa mattina a Bruxelles la prima ministra danese, Mette Frederiksen, sottolineando l’importanza di una cooperazione rafforzata per la sicurezza comune dell’Alleanza. “Stiamo lavorando insieme per garantire la sicurezza dell’intera NATO e rafforzeremo la nostra cooperazione per migliorare la deterrenza e la difesa nell’Artico. La Danimarca continua a dare un contributo significativo alla nostra sicurezza comune e sta aumentando gli investimenti per fare ancora di più”, ha dichiarato Rutte.
Il dialogo tra Rutte e Frederiksen si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la regione artica, strategica per le dinamiche geopolitiche globali. La Danimarca, che detiene la sovranità sulla Groenlandia, si conferma un attore chiave nella sicurezza atlantica, con un impegno concreto nell’aumentare le capacità difensive del territorio.
In tale spirito, Frederiksen si è recata oggi a Nuuk, capitale della Groenlandia, per incontrare il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen, leader del partito Demokraatit e figura emergente della politica artica. Nielsen, ex campione di badminton e primo ministro dell’isola dal marzo 2025, ha ribadito con fermezza la posizione della Groenlandia: “La Groenlandia non vuole essere posseduta o governata dagli Stati Uniti, ma sceglie di rimanere parte del Regno di Danimarca”. Questa dichiarazione risponde direttamente alle recenti pressioni degli USA, che avevano manifestato interesse per l’acquisizione dell’isola, proposta più volte respinta da Copenaghen e Nuuk.

Il contesto geopolitico della Groenlandia e il ruolo di Rasmussen
Lars Løkke Rasmussen, figura di spicco della politica danese con una lunga carriera che include due mandati da primo ministro, è oggi impegnato a gestire un dossier complesso che coinvolge le relazioni con Washington e le questioni di sovranità e sicurezza nell’Artico. La Groenlandia, con una popolazione di circa 56.500 abitanti e una superficie di oltre 2 milioni di km², gode di un ampio autogoverno ma mantiene la Danimarca come referente per la politica estera e la difesa.
Nel recente passato, la Groenlandia è stata al centro di tensioni diplomatiche, soprattutto dopo gli interessi espressi dal presidente americano Donald Trump per un suo acquisto, proposta rifiutata con fermezza da Copenaghen e da Nuuk. Oggi, invece, la strategia punta su un dialogo collaborativo ma riservato per garantire una presenza condivisa e una sicurezza rafforzata in una regione sempre più contesa tra grandi potenze.
L’avvio dei negoziati rappresenta quindi un passo significativo nella ridefinizione degli equilibri geopolitici in Artico, con la Danimarca che cerca di trovare un equilibrio tra le proprie prerogative sovrane e le pressioni internazionali, in particolare statunitensi.






