Milano, 20 febbraio 2026 – La decisione del governo di Mosca di limitare l’accesso a Telegram sul proprio territorio sembra aver avuto ripercussioni anche sul campo di battaglia in Ucraina, rallentando le comunicazioni delle truppe russe impegnate nel conflitto. A riportare la notizia è Bloomberg, che sottolinea come la censura sull’app di messaggistica abbia impedito ai militari di accedere ai canali di chat fondamentali per le operazioni sul terreno.
Censura in Russia e sostituzione con app governative
Secondo Bloomberg, la Russia sta cercando di spingere i propri cittadini a utilizzare Max, un’app di messaggistica sostenuta dal governo, ma che secondo i critici manca delle adeguate protezioni di sicurezza. Il noto canale Telegram Baza, vicino alle forze del Cremlino, ha annunciato che dal 1° aprile la piattaforma potrebbe essere bloccata completamente sul territorio russo.
Questa mossa ha generato problemi significativi nelle operazioni militari. Gli analisti dell’Institute for the Study of War hanno evidenziato come il blocco di Telegram, combinato con il disattivamento delle telecomunicazioni satellitari di Starlink per gli account russi, stia impedendo alle forze di Mosca di condurre attacchi con la stessa efficacia e rapidità delle settimane precedenti.
Impatto sulla guerra in Ucraina
La comunicazione diretta è essenziale per il comando e il coordinamento delle truppe: come ha scritto il corrispondente militare russo Alexander Sladkov sul suo canale Telegram, “la comunicazione è più di un’arma, è il fondamento del comando delle truppe”. La BBC ha inoltre evidenziato che l’interruzione di Telegram e Starlink sta rallentando in particolare le operazioni russe condotte tramite droni, un elemento chiave in un conflitto dove la velocità delle comunicazioni può fare la differenza tra la vita e la morte.
Di contro, i soldati ucraini stanno sfruttando questo rallentamento come una vera opportunità strategica sul campo. Intanto, mentre la guerra prosegue tra bombardamenti e avanzate, il blocco di queste tecnologie rappresenta un nuovo elemento di tensione e difficoltà per le forze di Mosca, che continuano a fronteggiare anche le sanzioni economiche e l’attenzione internazionale sulle loro operazioni militari.






