Washington, 4 febbraio 2026 – Gli incontri in Oman di venerdì fra Stati Uniti e Iran ci saranno. Lo riporta Axios citando fonti americane, secondo le quali i piani di incontro sono tornati in essere dopo che diversi leader arabi e musulmani hanno fatto pressioni urgenti sull’amministrazione Trump. Secondo una fonte, l’amministrazione Trump ha accettato l’incontro in “rispetto” delle richieste degli alleati e per “continuare a seguire la via diplomatica“.
Precedentemente era arrivata la notizia secondo cui gli USA avevano respinto la richiesta dell’Iran di modificare la sede e il formato dei colloqui diplomatici previsti per venerdì, segnando un nuovo momento di tensione nel delicato dialogo tra le due potenze. La decisione, confermata da fonti ufficiali statunitensi sempre a Axios, potrebbe compromettere il percorso diplomatico in corso e aprire la strada a scenari più conflittuali.
I colloqui sul nucleare tra Iran e Stati Uniti “sono programmati per venerdì intorno alle 10 del mattino a Muscat“: lo ha scritto su X il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi.
Nuclear talks with the United States are scheduled to be held in Muscat on about 10 am Friday.
I’m grateful to our Omani brothers for making all necessary arrangements.
— Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) February 4, 2026
L’iniziale rifiuto degli USA alla richiesta dell’Iran
Il vertice, inizialmente programmato a Istanbul con la presenza di altri Paesi mediorientali in qualità di osservatori, avrebbe dovuto affrontare tematiche cruciali relative al programma nucleare iraniano. Tuttavia, martedì l’Iran ha proposto di spostare i colloqui in Oman e di trasformarli in incontri bilaterali, con l’obiettivo di concentrare la discussione esclusivamente sulla dimensione nucleare, escludendo questioni come il programma missilistico, priorità invece per gli USA e i Paesi della regione.
I funzionari statunitensi hanno valutato la proposta, ma mercoledì hanno deciso di mantenerla ferma, confermando la sede e il formato originari. Secondo quanto riportato da Axios, questa posizione statunitense rappresenta un segnale di fermezza che potrebbe complicare ulteriormente il dialogo con Teheran.
L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il genero e consigliere di Trump, Jared Kushner, dovrebbero recarsi in Qatar domani per discutere della situazione con l’Iran e da lì, “secondo l’attuale pianificazione, si prevede che torneranno a Miami senza proseguire per l’Oman per l’incontro con gli iraniani“. Lo riferisce Channel 12 aggiungendo che “secondo funzionari americani, se gli iraniani sono disposti a tornare al formato originale, gli Stati Uniti sono pronti a incontrarsi già questa settimana o la prossima“.
Annullamento dei colloqui secondo fonti israeliane
Secondo fonti diplomatiche di Ynet, sarebbe stato annullato il round di colloqui previsto per venerdì tra USA e Iran che avrebbe dovuto svolgersi nella capitale dell’Oman, Mascate. “Mentre l’Iran chiedeva di discutere esclusivamente della questione nucleare, gli americani non sarebbero disposti a limitare l’agenda dei negoziati a un solo tema“, scrive il quotidiano israeliano, con le fonti parlano di “posizioni troppo distanti“.
Il contesto e le implicazioni internazionali
Questa fase di stallo si inserisce in un quadro di crescenti tensioni tra Washington e Teheran, in cui la diplomazia sembra vacillare di fronte a richieste divergenti e interessi strategici contrastanti. Axios sottolinea che l’impasse potrebbe persuadere il presidente Donald Trump a considerare un intervento militare come risposta alle sfide poste dall’Iran.
Gli USA, con una presenza globale e un ruolo di primo piano nella politica internazionale, si trovano così a fronteggiare una situazione complessa, in cui la gestione delle relazioni con la Repubblica Islamica dell’Iran diventa cruciale per la stabilità dell’intera regione mediorientale. Il rifiuto di modificare la sede e il formato dei colloqui evidenzia le difficoltà di un negoziato che, pur necessario, resta gravato da profonde divergenze.






