Ginevra, 26 febbraio 2026 – Proseguono a Ginevra i colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti incentrati sulle questioni nucleari e sulla possibile revoca delle sanzioni. Il ministero degli Esteri di Teheran ha riferito che durante gli incontri si stanno avanzando importanti proposte, con una discussione seria e costruttiva che lascia intravedere spiragli di intesa, anche se la tensione nella regione rimane elevata.
Colloqui tra USA e Iran in corso e mediazione dell’Oman
I negoziati, mediati dal ministero degli Esteri dell’Oman, hanno visto un clima di apertura senza precedenti. Il ministro omanita Badr Albusaidi ha dichiarato su X che le delegazioni di Iran e Stati Uniti hanno scambiato “idee creative e positive”, con una pausa attualmente in corso e la ripresa prevista per il pomeriggio. Albusaidi ha sottolineato che si sono compiuti “seri sforzi per definire una serie di principi guida per un accordo finale”, sebbene restino ancora molti dettagli da definire prima del prossimo incontro.
Un ruolo tecnico e di osservazione è stato assunto dal direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, presente a Ginevra per supportare il dialogo con maggiore precisione e serietà, come riportato dalla televisione di Stato iraniana.
Posizioni e tensioni ancora vive
Nonostante le aperture, permangono aspetti critici. Un alto funzionario iraniano vicino alla Guida suprema Ali Khamenei ha ribadito che un patto è possibile a patto che l’Iran non sviluppi armi nucleari, un punto che, ha ricordato, è già parte della dottrina difensiva iraniana e della fatwa emessa dallo stesso Khamenei nel 2003, che vieta lo sviluppo di armi atomiche. Il rappresentante della Guida suprema presso il Consiglio di Difesa Nazionale, Ali Shamkhani, ha confermato che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha l’autorità necessaria per portare avanti un accordo.
Tuttavia, gli esperti americani e internazionali sottolineano che il programma nucleare iraniano non ha registrato progressi significativi dopo l’attacco americano dello scorso giugno, smentendo alcune affermazioni di Washington secondo cui Teheran potrebbe produrre rapidamente materiale per un ordigno nucleare.
Parallelamente, la Russia ha espresso il suo sostegno a Teheran in questo momento critico. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che Mosca rimarrà al fianco di Teheran e continuerà a sviluppare un partenariato strategico globale, condannando le minacce e le escalation di tensione da parte degli Stati Uniti.
Nel frattempo, la situazione rimane delicata sul piano internazionale, con gli Stati Uniti che hanno schierato una consistente presenza militare nella regione, ma continuano a preferire il dialogo diretto e le trattative mediatiche per evitare un’escalation militare.
I colloqui indiretti di Ginevra rappresentano dunque un momento cruciale per il futuro delle relazioni tra Iran e Stati Uniti, in un contesto geopolitico ancora fortemente influenzato da tensioni e reciproche diffidenze.






