Colloqui USA-Iran: le parti annunciano progressi nei negoziati, ma permangono numerose questioni da definire. Dopo il secondo round di colloqui, le parti si preparano a riprendere il dialogo entro due settimane, con l’intento di presentare nuove proposte dettagliate. Lo riferisce un funzionario americano ad Axios, sottolineando che il lavoro sulle bozze di un potenziale accordo prosegue.
Nuove aperture nei colloqui tra USA e Iran
A Ginevra, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha definito il secondo round di colloqui con gli Stati Uniti come un’apertura di una “nuova finestra” per la diplomazia, grazie anche al contributo di paesi amici della regione. Nel suo intervento alla Conferenza del disarmo, Araghchi ha espresso la speranza che i negoziati conducano a una soluzione negoziata e duratura.
Nonostante il clima costruttivo, il vice ministro iraniano ha precisato che non è stata ancora fissata una data per un terzo round di incontri, in attesa dello sviluppo e dello scambio delle bozze dei testi che potrebbero portare all’accordo. Araghchi ha inoltre sottolineato che le parti hanno raggiunto un ampio accordo su una serie di principi guida, che rappresentano la base per i futuri lavori sul testo definitivo.
Il contesto delle tensioni e le sfide diplomatiche
Questi sviluppi avvengono in un contesto di crescente tensione regionale, con gli Stati Uniti che hanno recentemente condotto attacchi mirati contro siti nucleari iraniani, in coordinamento con Israele, scatenando una serie di risposte militari e politiche da parte di Teheran. L’Iran ha ribadito la propria determinazione a difendersi da qualsiasi aggressione, avvertendo che le conseguenze di un attacco non si limiteranno ai confini nazionali.
Nonostante le difficoltà, il governo statunitense continua a manifestare apertura al dialogo, mentre l’Iran mantiene una linea ferma, respingendo trattative sotto minaccia ma dimostrando interesse a proseguire la via diplomatica. Il delicato equilibrio tra pressione militare e negoziati diplomatici resta dunque il fulcro delle prossime settimane, con l’obiettivo comune di evitare un’escalation e di definire un accordo che possa garantire la sicurezza regionale e limitare il programma nucleare iraniano.






