Riprendono i colloqui indiretti tra USA e Iran a Muscat, capitale del Sultanato dell’Oman, con focus esclusivo sulla questione nucleare. Dopo un lungo periodo di tensioni e minacce militari, le due parti sembrano convergere su un terreno comune, anche se permangono molte incognite.
Colloqui USA-Iran: negoziati concentrati solo sul nucleare
Ali Larijani, massimo funzionario della sicurezza iraniana, ha chiarito in un’intervista alla televisione di stato dell’Oman che i negoziati con gli Stati Uniti riguardano esclusivamente il dossier nucleare. “Non abbiamo negoziato su nessun altro argomento”, ha affermato, sottolineando che anche la parte americana ha adottato un approccio più realistico, separando le questioni militari e missilistiche dal tema nucleare. Larijani ha aggiunto: “Se gli americani temono che l’Iran si doti di armi nucleari, la questione è affrontabile; ma se si introducono altri temi, il processo potrebbe complicarsi”.
Parallelamente, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito il primo incontro “un buon inizio”, ma ha sottolineato che il negoziato richiede ancora tempo e condizioni favorevoli, incluso il cessate delle minacce statunitensi.
Le dichiarazioni di Donald Trump e la pressione militare degli Stati Uniti
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che nel vertice con il premier israeliano Benjamin Netanyahu si discuterà principalmente della situazione iraniana. Trump ha dichiarato che Israele non è escluso dai negoziati e che “anche Netanyahu vuole un buon accordo”. Inoltre, ha ribadito con fermezza che l’Iran “non avrà né armi nucleari né missili balistici”, auspicando un accordo “ottimo” ma minacciando azioni militari dure in caso contrario, simili a quelle durante la guerra dei 12 giorni dello scorso giugno.
Per rafforzare la pressione, gli Stati Uniti hanno mantenuto schierata la portaerei Lincoln nel Golfo Persico e stanno considerando l’invio di una seconda portaerei. Nel frattempo Washington ha imposto nuove sanzioni contro il commercio illegale di petrolio iraniano, mentre ha invitato i propri cittadini a lasciare immediatamente l’Iran, a causa delle crescenti tensioni e delle misure di sicurezza rafforzate a Teheran.
Il contesto resta quindi fortemente teso nonostante la ripresa dei negoziati, con le parti che si confrontano in un clima di diffidenza e con l’ombra di possibili azioni militari da entrambe le sponde.






