Le strade di Islamabad si sono svuotate come mai prima d’ora per i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, in programma. il Pakistan, per l’occasione, ha deciso di trasformare la capitale in una città blindata. Migliaia di agenti di polizia presidiano ogni angolo, mentre l’ingresso è stato semplificato: delegati e giornalisti potranno entrare senza visto preventivo. Una mossa che racconta la posta in gioco altissima e la volontà di mantenere il controllo totale, evitando qualsiasi rischio di incidenti in un momento così delicato.
Colloqui di pace tra Iran e USA a Islamabad
Il governo pakistano ha annunciato una procedura straordinaria per accogliere i partecipanti agli Islamabad Talks 2026. I visti saranno concessi direttamente all’arrivo negli aeroporti designati, eliminando così le lunghe e spesso complicate pratiche burocratiche. La notizia è stata confermata dal vice primo ministro Ishaq Dar tramite un post su X, dove ha anche spiegato che tutte le compagnie aeree sono state incaricate di imbarcare senza problemi i delegati idonei. Per supportare chi arriva, in ogni aeroporto saranno attivi sportelli di assistenza pronti a risolvere eventuali intoppi o difficoltà. Il Ministero dell’Interno, insieme a quelli degli Esteri e della Difesa, coordina l’intera operazione, garantendo un’organizzazione solida e sicura. L’obiettivo è chiaro: favorire una partecipazione ampia e senza intoppi da tutto il mondo, creando così un clima favorevole al dialogo e aprendo le porte a una vasta rappresentanza di nazioni e media.
Islamabad blindata: sicurezza ai massimi livelli e traffico paralizzato
La capitale è in stato di massima allerta. Sono oltre 10.000 gli agenti mobilitati per proteggere le delegazioni coinvolte nei colloqui. Il piano di sicurezza, molto articolato, è supervisionato direttamente dall’esercito, con l’appoggio dei Pakistan Rangers, della polizia locale e di unità paramilitari. In particolare, circa 6.000 agenti fanno capo alla polizia di Islamabad, affiancati da 3.000 colleghi provenienti dal Punjab, oltre a numerosi agenti di frontiera e della polizia stradale. La cosiddetta “zona rossa”, il cuore amministrativo e diplomatico della città, è stata completamente chiusa al pubblico: l’ingresso è consentito solo a chi ha un’autorizzazione speciale. Sono stati predisposti percorsi riservati dall’aeroporto fino ai luoghi dei colloqui, per garantire spostamenti sicuri ai delegati, nel rispetto di un rigido protocollo noto come ‘libro blu’. Le forze militari presidiano gli edifici chiave e mantengono unità di pronto intervento anche sulle colline di Margalla.
Non solo sicurezza: il traffico cittadino è stato pesantemente ridotto, con chiusure e deviazioni sulle strade principali durante gli spostamenti ufficiali. Le autorità spiegano che queste misure servono esclusivamente a proteggere lo svolgimento sereno e sicuro di negoziati di altissimo profilo politico.
Dall’aeroporto ai luoghi di incontro, Islamabad è diventata un palcoscenico di massima attenzione, a dimostrazione della portata geopolitica degli incontri tra Stati Uniti e Iran. Per il Pakistan si tratta di una prova importante, con il paese al centro della diplomazia mondiale chiamato a gestire con precisione e rigore un equilibrio delicatissimo.






