Cina, 2 aprile 2026 – Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha denunciato con fermezza gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, definendoli una grave violazione del diritto internazionale. La dichiarazione, diffusa dai media statali cinesi, arriva in un momento di crescente tensione in Medio Oriente, che vede un’escalation militare e diplomatica di ampia portata.
La posizione della Cina sull’attacco all’Iran
Durante colloqui telefonici con i ministri degli Esteri dell’Unione Europea, della Germania e dell’Arabia Saudita, Wang Yi ha sottolineato il ruolo cruciale del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel prevenire un’escalation del conflitto. La Cina, membro permanente del Consiglio, invita tutte le parti a rispettare la Carta delle Nazioni Unite e ad astenersi da azioni che aggravino la situazione.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha ribadito che l’azione militare degli Stati Uniti contro gli impianti nucleari iraniani, sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, rappresenta una violazione degli scopi e dei principi fondamentali della Carta Onu. La Cina ha altresì esortato Israele e le altre parti coinvolte a cessare il fuoco immediatamente, garantendo la sicurezza dei civili e promuovendo il dialogo e i negoziati politici.
Il contesto regionale e le reazioni internazionali
Gli attacchi statunitensi e israeliani si inseriscono in un quadro di tensioni in Medio Oriente che hanno visto, tra giugno 2025 e i primi mesi del 2026, una serie di raid contro siti nucleari iraniani e risposte missilistiche da parte di Teheran, compresi colpi diretti a città israeliane come Dimona e Arad. L’Iran ha inoltre dimostrato un aumento della propria capacità missilistica, arrivando a colpire la base anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, segnalando una significativa escalation militare.
La comunità internazionale, dal G7 alla Russia, ha espresso preoccupazione per l’inasprimento del conflitto. Il presidente francese Macron ha sottolineato la necessità di evitare un’escalation militare e ha indicato la diplomazia come unica via per la stabilità regionale. Nel frattempo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito l’Iran vittima di un’aggressione militare, affermando che la Repubblica Islamica non si arrenderà al cosiddetto “bullismo” e reagirà difendendo la propria sovranità.






