Mosca, 6 febbraio 2026 – Il tenente generale russo Vladimir Alekseyev, recentemente ferito in un attentato nella capitale, è una figura chiave nei servizi di intelligence militare di Mosca. La sua carriera e il ruolo strategico che ha svolto negli ultimi anni sono al centro di un acceso dibattito internazionale, soprattutto dopo gli eventi che hanno riguardato l’Ucraina e altre operazioni militari russe.
Chi è Vladimir Alekseyev? La carriera militare e il ruolo nell’intelligence russa
Nato il 24 aprile 1961 nel villaggio di Golodki, nella regione ucraina di Vinnytsia, Alekseyev si è formato alla prestigiosa Scuola superiore di comando aviotrasportato V.F. Margelov di Rijazan, diplomandosi nel 1984. Nel corso della sua carriera, ha guidato i servizi di intelligence dei distretti militari di Mosca e dell’Estremo Oriente, fino a diventare capo del 14° direttorato della Direzione principale dello Stato maggiore delle Forze armate russe, ossia l’intelligence militare.
Proprio in questa veste Alekseyev ha assunto un ruolo centrale nelle operazioni di spionaggio e di supporto alle azioni militari russe, in particolare durante l’invasione dell’Ucraina. È ritenuto responsabile dell’organizzazione di attacchi missilistici e aerei, oltre che della gestione dei controversi referendum che hanno portato all’annessione di alcune regioni ucraine alla Federazione Russa.
Coinvolgimenti internazionali e legami con il gruppo Wagner
Oltre al suo ruolo nell’intelligence militare, Alekseyev è stato indicato come uno degli artefici e supervisori del gruppo Wagner, la formazione paramilitare legata a Evgenij Prigozhin, figura deceduta negli ultimi anni ma le cui attività continuano a influenzare scenari di conflitto in Medio Oriente e Africa. Alekseyev ha inoltre un passato di operazioni in Siria, dove nel 2017 gli è stato conferito il titolo segreto di “Eroe della Russia” per il suo contributo nelle ostilità.
Non meno rilevante è l’accusa di aver partecipato a interferenze nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, attraverso attacchi informatici diretti al Comitato nazionale del Partito democratico, evento che ha alimentato tensioni diplomatiche e politiche tra Mosca e Washington.






