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Che cos’è l’Ice e cosa c’entra con Donald Trump?

Immigration and Customs Enforcement: un’agenzia federale nata dopo l’11 settembre, divisa tra deportazioni e indagini. Perché oggi è diventata un simbolo (e un terreno di scontro politico) nell’America di Trump.

by Vittorio De Bellaro
27 Gennaio 2026
Che cos' l'ICE e perché c'entra Donald Trump

Shutterstock

L’ICE è l’agenzia federale statunitense che applica le leggi su immigrazione e dogane dentro il territorio USA: arresti, detenzione e rimpatri da un lato; indagini su traffici e crimini transnazionali dall’altro. “C’entra con Trump” perché le sue politiche sull’immigrazione puntano su un uso più esteso e visibile dell’Ice, con operazioni e dispiegamenti che hanno acceso proteste, cause legali e interrogativi su metodi e limiti.

In sintesi

  • Ice significa Immigration and Customs Enforcement ed è parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS).

  • Ha due “anime”: ERO (arresti, detenzione e rimpatri) e HSI (indagini su traffici e crimini).

  • Opera soprattutto all’interno degli Stati Uniti, mentre CBP/Border Patrol presidiano confini e aree di frontiera.

  • Nell’attuale fase politica, l’Ice è diventata centrale perché l’amministrazione Trump ha spinto su retate, “surge” di agenti e deportazioni.

  • La conseguenza: forte polarizzazione, proteste, inchieste giornalistiche e contenziosi in tribunale.

Cos’è l’Ice, in parole semplici

L’Ice è una polizia federale “ibrida” che unisce immigrazione e dogane. Il suo lavoro più noto riguarda l’“immigration enforcement” interno: identificare persone senza status regolare o con ordini di espulsione, arrestarle, detenerle e rimpatriarle. Ma l’Ice non è solo “deportazioni”: attraverso la divisione investigativa si occupa anche di reati transnazionali (per esempio traffici illeciti, frodi, contrabbando, criminalità organizzata collegata ai flussi di merci e persone).

L’agenzia nasce nella grande riorganizzazione post-11 settembre: con la creazione del DHS, pezzi di competenze e personale vengono riaggregati per rafforzare il “controllo” di frontiere, immigrazione e sicurezza interna. In questi anni l’Ice è cresciuta fino a diventare una delle maggiori agenzie investigative federali per dimensioni e budget, con una presenza capillare negli Stati Uniti.

Com’è organizzata: ERO e HSI (le due anime dell’Ice)

Per capire perché l’Ice è così discussa, bisogna vedere la sua struttura:

1) ERO – Enforcement and Removal Operations
È il ramo che gestisce l’intero “ciclo” dell’enforcement migratorio interno: individuazione, arresto, trasferimenti, detenzione, rimpatri e gestione di alcune alternative alla detenzione. È la parte che incide più direttamente sulla vita quotidiana di comunità e città, perché le operazioni possono avvenire in quartieri residenziali, luoghi di lavoro, controlli su strada, attività mirate.

2) HSI – Homeland Security Investigations
È il ramo investigativo: indaga su crimini connessi a immigrazione e dogane (e non solo), come traffici di esseri umani, sfruttamento, contrabbando, frodi documentali e altri reati transnazionali. È anche la componente che, in alcuni contesti internazionali e diplomatici, può essere impiegata in supporto alla sicurezza (tema emerso recentemente anche in Europa per eventi di grande rilievo).

Questa doppia natura spiega due cose: perché l’Ice sia così “potente” e perché sia così “politico”. Quando la parte ERO accelera, l’effetto sociale è immediato. Quando l’HSI cresce, la narrativa è più vicina alla lotta al crimine e alla sicurezza.

Perché “c’entra con Trump”: la strategia sull’immigrazione passa da lì

In questa fase l’Ice è tornata al centro del dibattito perché la linea sull’immigrazione dell’amministrazione Trump privilegia un approccio di massima visibilità e massima pressione: più controlli, più arresti, più rimpatri, più “operazioni speciali” in aree simboliche.

Che cos' l'ICE e perché c'entra Donald Trump
EPA/CRAIG LASSIG

Non è solo una scelta operativa: è anche un segnale politico. Diverse ricostruzioni giornalistiche descrivono un uso dell’Ice come leva per “marcare” il territorio federale rispetto alle politiche locali (ad esempio nelle città considerate più “protettive” verso i migranti). Ed è qui che l’Ice diventa un simbolo: per i sostenitori, è lo strumento che “fa rispettare la legge”; per i critici, è l’emblema di un enforcement aggressivo con zone grigie su trasparenza, metodi e accountability.

Un esempio concreto che ha dominato le cronache di gennaio 2026 è lo scontro in Minnesota attorno a un grande dispiegamento di agenti e alle polemiche successive: proteste, inchieste, e anche episodi finiti sotto la lente di magistratura e media internazionali. In quel contesto, Trump ha coinvolto figure-chiave della sua linea sull’immigrazione (come Tom Homan) proprio per gestire l’operazione e il contraccolpo politico.

Perché l’Ice è così contestata: poteri, metodi, controlli

Le controversie sull’Ice raramente riguardano “se” l’immigrazione vada applicata, ma come.

  • Anonimato e tattiche operative: l’uso di equipaggiamenti tattici, veicoli non sempre identificabili e, in alcuni casi, agenti a volto coperto è diventato un punto sensibile per trasparenza e fiducia pubblica.

  • Arresti e detenzione: la gestione della detenzione amministrativa (diversa dal carcere penale) è spesso criticata per condizioni, tempi e accesso alle tutele.

  • Interazione con autorità locali: quando l’Ice si muove in città con politiche diverse (sanctuary policies o limitazioni alla collaborazione), il conflitto tra poteri federali e locali può diventare uno scontro istituzionale.

  • Accountability: quando accadono episodi gravi durante operazioni (ferimenti o morti), la domanda diventa subito: chi indaga, con quali standard, e con quale trasparenza? Proprio su questo punto alcune agenzie di stampa estere hanno pubblicato “explainers” su cosa sia perseguibile penalmente e quali siano gli ostacoli giuridici.

Domande e risposte

Ice e Border Patrol sono la stessa cosa?
No. La Border Patrol (dentro CBP) opera soprattutto ai confini e in aree di frontiera; l’Ice opera soprattutto all’interno del territorio USA, con focus su enforcement migratorio e indagini.

Ice può arrestare chiunque?
Ha poteri di enforcement federale, ma non è “senza limiti”: operatività e perimetro dipendono da norme, policy e contesti (civile/penale). È uno dei motivi per cui molte operazioni finiscono anche al centro di cause legali.

Perché Trump viene associato così spesso all’Ice?
Perché la sua strategia sull’immigrazione punta sull’Ice come strumento operativo e simbolico: più presenza federale, più retate/operazioni, più rimpatri e “shock” politico-mediatico.

L’Ice fa solo deportazioni?
No: oltre alle deportazioni (ERO), ha un grande ramo investigativo (HSI) che si occupa di traffici e crimini collegati a dogane e immigrazione.

Perché se ne parla così tanto adesso?
Perché alcune operazioni recenti hanno innescato proteste, contenziosi e un dibattito nazionale su metodi, trasparenza e diritti, riportando l’agenzia al centro della scena.

Tags: ICE

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