New York, 2 febbraio 2026 – Donald Trump torna a difendersi dalle accuse legate al caso Jeffrey Epstein, ribadendo con fermezza di non essere mai stato amico del finanziere statunitense né di essere mai stato sull’isola privata di Epstein, teatro di numerosi abusi sessuali. In un post pubblicato sul social Truth, il presidente degli Stati Uniti ha respinto le insinuazioni e ha denunciato una cospirazione ai suoi danni orchestrata da Epstein e dal controverso autore Michael Wolff.
Trump nega ogni legame con Jeffrey Epstein e l’isola privata
Nel messaggio pubblicato ieri, Donald Trump ha sottolineato che non solo non era amico di Jeffrey Epstein, ma che secondo le nuove informazioni diffuse dal Dipartimento di Giustizia, Epstein insieme all’autore Michael Wolff avrebbero cospirato per danneggiare la sua presidenza. Trump ha inoltre minacciato di intraprendere azioni legali contro Wolff, consolidando la sua posizione difensiva.
Il presidente ha poi attaccato i “corrotti democratici e i loro finanziatori”, affermando che, a differenza loro, lui non è mai stato sull’isola di Epstein, luogo che definisce come un ambiente di “depravazione”. Questa affermazione è stata rilanciata con forza anche in risposta al comico Trevor Noah, che aveva scherzato sulla presunta frequentazione di Trump sull’isola durante una serata di premiazioni. Trump ha confermato di non esserci mai stato, aggiungendo di essere pronto a intraprendere azioni legali contro Noah, come già fatto con altri detrattori.
Le nuove ombre sul caso Epstein e le implicazioni internazionali
Mentre Trump si difende dalla controversia, il caso Jeffrey Epstein continua ad espandersi a livello globale, coinvolgendo personalità di alto profilo. Dalla Florida all’Europa, emergono nuove rivelazioni sulle relazioni di Epstein con membri della famiglia reale britannica, in particolare il fratello di re Carlo e l’ex moglie Sarah Ferguson. Documenti rilasciati dalla Camera americana hanno anche portato all’imminente voto sull’accusa di oltraggio al Congresso per Bill e Hillary Clinton, che hanno rifiutato di testimoniare nel caso.
Un elemento di rilievo è la comparsa di un presunto figlio segreto di Epstein, secondo quanto riportato dal New York Post, mentre le comunicazioni private del finanziere rivelano legami stretti e inquietanti scambi con Sarah Ferguson, che continuava a mantenere un rapporto affettuoso anche dopo la morte di Epstein. Tra le email emerge anche un riferimento a un weekend di natura sessuale con la figlia della coppia reale, la principessa Eugenie.
I documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia contengono inoltre centinaia di immagini fotografiche di giovani donne e adolescenti, molte delle quali ritratte nude in varie ambientazioni, comprese camere da letto e l’isola privata di Epstein. Queste immagini, nonostante l’obbligo di censura, rappresentano un ulteriore elemento di scandalo e inquietudine, come ha sottolineato Annie Farmer, testimone chiave nel processo contro Epstein e la sua complice Ghislaine Maxwell.






