Washington, 2 febbraio 2026 – Dopo mesi di resistenza, Bill e Hillary Clinton hanno annunciato la loro disponibilità a testimoniare nel corso delle indagini della Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti sull’affare Epstein. Tuttavia, il presidente repubblicano della commissione, James Comer, ha respinto la loro offerta, giudicandola inadeguata e insufficiente.
I Clinton e la volontà di testimoniare sul caso Epstein
Per lungo tempo, i Clinton si erano opposti alle citazioni a comparire emesse dalla commissione, sostenendo che esse fossero illegittime e frutto di un complotto politico orchestrato dai repubblicani contro di loro. La svolta è arrivata dopo che alcuni membri democratici si sono uniti ai repubblicani nel raccomandare l’incriminazione per oltraggio al Congresso, una mossa che avrebbe portato al deferimento al Dipartimento di Giustizia per un potenziale processo penale.
In una lettera indirizzata a Comer e ottenuta dal New York Times, gli avvocati dei Clinton hanno dichiarato che Bill Clinton si sottoporrà a un’intervista trascritta della durata di quattro ore con la commissione, un tipo di deposizione che in precedenza era stata definita “una richiesta senza precedenti per un ex presidente”. Per quanto riguarda Hillary Clinton, che ha sempre negato di aver mai incontrato o parlato con Jeffrey Epstein, è stata proposta la possibilità di rilasciare una dichiarazione giurata anziché testimoniare. Tuttavia, è stato specificato che anche lei sarebbe disposta a presentarsi di persona, con modalità adattate alla scarsità di informazioni in suo possesso.
Il rifiuto della commissione
La risposta di James Comer non si è fatta attendere. Il presidente della commissione ha definito l’offerta dei Clinton “irragionevole”, sostenendo che un’intervista di sole quattro ore sarebbe insufficiente per Bill Clinton, noto per essere una persona loquace che potrebbe dilatare i tempi. Comer ha inoltre criticato la richiesta dei Clinton di un trattamento speciale, definendola un affronto alla trasparenza che il popolo americano merita.
L’indagine riguarda il legame tra i Clinton e Jeffrey Epstein, il finanziere americano arrestato e condannato per traffico sessuale di minori, morto nel 2019 in circostanze controverse in carcere. Epstein aveva coltivato una rete di contatti con personalità di spicco, tra cui politici, imprenditori e membri dell’alta società, e il caso continua a suscitare forte interesse mediatico e politico.





