Londra, 23 febbraio 2026 – Peter Mandelson, ex eminenza grigia del New Labour e già ambasciatore britannico negli Stati Uniti, è stato arrestato dagli agenti di Scotland Yard nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo Epstein. L’arresto è stato effettuato con l’accusa di cattiva condotta in ufficio pubblico e segue le perquisizioni condotte nelle sue proprietà a Londra e nel Wiltshire.
Arresto e accuse contro Peter Mandelson
La Metropolitan Police ha riferito che il fermo è scattato in seguito alle rivelazioni emerse da una serie di email pubblicate negli Stati Uniti collegate allo scandalo Epstein. Le comunicazioni risalenti al periodo tra il 2009 e il 2010 indicano come Mandelson, allora ministro, abbia condiviso con il finanziere americano Jeffrey Epstein documenti governativi riservati. Tra le informazioni trasmesse figurano dettagli sulla stretta fiscale ai bonus bancari dopo la crisi finanziaria del 2008 e sull’approvazione di un massiccio intervento europeo da 500 miliardi di euro per il salvataggio delle banche europee. Tali documenti erano classificati come sensibili per i mercati finanziari.
Le immagini diffuse da Sky News mostrano Mandelson uscire dalla sua abitazione di Camden, scortato da agenti in borghese, che lo fanno salire su un veicolo. È il secondo arresto di rilievo nel Regno Unito legato allo scandalo Epstein, dopo quello dell’ex principe Andrea.
Implicazioni politiche e reazioni
Peter Mandelson, noto come “il Principe delle tenebre” per la sua influenza e il suo ruolo di architetto del New Labour, era stato nominato ambasciatore britannico a Washington dal premier laburista Keir Starmer, incarico da cui era stato rimosso nel settembre 2025 a seguito della pubblicazione delle email compromettenti. La vicenda ha scatenato una crisi politica che ha messo in discussione la leadership di Starmer.
Il ministro Darren Jones ha annunciato alla Camera dei Comuni che la prima tranche di documenti relativi alla nomina di Mandelson sarà pubblicata a partire dal prossimo mese, mentre un documento oggetto di indagine sarà reso noto solo successivamente, in accordo con Scotland Yard. Nel frattempo, Mandelson ha annunciato la sua intenzione di dimettersi dalla Camera dei Lord, dopo che il primo ministro ha chiesto che gli venga revocato il titolo di Lord, conferitogli nel 2008.
Le opposizioni hanno denunciato Mandelson alla polizia e anche l’ex premier Gordon Brown ha condannato duramente la divulgazione di “documenti governativi altamente sensibili” in un momento critico per l’economia europea. Il caso rimane al centro dell’attenzione politica britannica, con ulteriori sviluppi attesi nelle prossime settimane.






