Tel Aviv, 27 gennaio 2026 – Un episodio avvenuto nella cosiddetta area C della Cisgiordania, una zona militare chiusa sotto controllo israeliano, ha visto un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) fermare un veicolo con a bordo carabinieri italiani in borghese. La dinamica dell’accaduto è stata resa nota oggi dall’esercito israeliano.

Il fermo da parte dell’IDF in zona militare chiusa
Domenica scorsa, un soldato dell’IDF ha individuato un veicolo diretto verso la comunità di Sde Ephraim su un percorso vietato al traffico civile e classificato come zona militare chiusa. Non essendo stata immediatamente identificata la targa diplomatica del veicolo, il militare ha considerato il mezzo come sospetto e ha deciso di fermarlo. Pur puntando l’arma verso il veicolo, il soldato non ha aperto il fuoco ma ha ordinato ai passeggeri di scendere e di identificarsi.
Una volta che i passeggeri si sono dichiarati diplomatici, il soldato li ha rilasciati immediatamente e ha segnalato l’accaduto ai suoi superiori. Un’indagine preliminare ha confermato che l’azione del militare è stata conforme alle procedure standard previste in caso di veicolo sospetto. Tuttavia, non è stato rispettato il protocollo specifico per i veicoli diplomatici, poiché la loro identificazione non era stata effettuata in tempo.
Misure correttive e contesto
Il militare è stato convocato per un incontro di chiarimento e per una revisione delle procedure operative. L’esercito israeliano ha annunciato che le direttive saranno rafforzate per tutti i soldati operanti nella regione della Giudea e Samaria, ovvero la Cisgiordania, al fine di evitare simili inconvenienti in futuro.
L’episodio evidenzia la complessità della gestione delle aree militari chiuse in territori contesi, dove la presenza di personale diplomatico e forze di sicurezza internazionali richiede una particolare attenzione ai protocolli di identificazione e sicurezza. Le IDF, con oltre 176.000 effettivi attivi e una struttura organizzativa che integra esercito, marina e aviazione, mantengono alta la guardia in queste zone strategiche per la difesa di Israele.
L’evento si inserisce in un contesto regionale ancora segnato da tensioni e negoziati di pace, che vedono l’impegno internazionale e la cooperazione tra le forze di sicurezza di diversi paesi come elementi fondamentali per la stabilità dell’area.





