New York, 12 febbraio 2026 – Un’importante svolta si è verificata alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, dove sei deputati repubblicani hanno votato insieme ai democratici per approvare una risoluzione che mira a porre fine ai dazi imposti dall’amministrazione Trump sul Canada. Questo voto rappresenta un forte segnale di dissenso interno al Partito Repubblicano e un duro colpo per Donald Trump e per lo Speaker della Camera, Mike Johnson, mentre è ancora in attesa il verdetto della Corte Suprema sulla legittimità dei dazi imposti senza l’autorizzazione del Congresso.
Il voto che divide il Partito Repubblicano
La risoluzione, approvata con 219 voti favorevoli contro 211 contrari, ha visto la partecipazione di sei deputati repubblicani moderati: Don Bacon (Nebraska), Kevin Kiley (California), Thomas Massie (Kentucky), Jeff Hurd (Colorado), Brian Fitzpatrick (Pennsylvania) e Dan Newhouse (Washington). Tra loro, Massie è noto per le sue posizioni critiche nei confronti di Trump, in particolare per la richiesta di trasparenza sui documenti legati al caso Epstein. Solo un democratico, Jared Golden del Maine, ha votato contro la risoluzione.
L’iniziativa legislativa è stata promossa dal deputato democratico Gregory Meeks, capo della minoranza nella Commissione Esteri della Camera, che ha sottolineato come il Canada sia un alleato storico ingiustamente bersagliato dai dazi. Don Bacon ha dichiarato a The Hill di opporsi ai dazi perché «abbiamo un accordo commerciale con il Canada e loro sono stati un buon partner».
Implicazioni politiche ed economiche
Il testo della risoluzione, che potrebbe essere discusso anche al Senato, mira a porre fine all’utilizzo dello stato di emergenza nazionale da parte di Trump per giustificare i dazi punitivi contro il Canada, con effetti che potrebbero estendersi all’intera politica commerciale americana, compresa la controversa guerra commerciale con l’Unione Europea.
Tuttavia, è improbabile che il Congresso riesca a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per superare un eventuale veto presidenziale. Trump ha infatti minacciato sanzioni elettorali contro i repubblicani che voteranno contro i dazi, definendo la misura una componente cruciale della sicurezza nazionale e rivendicando una riduzione del deficit commerciale del 78% grazie ai dazi.
Il ruolo di Donald Trump nella politica commerciale
Donald Trump, rieletto 47º Presidente degli Stati Uniti nel 2025, ha mantenuto una linea fortemente protezionistica e nazionalista, in continuità con la sua prima presidenza. Le sue politiche hanno spesso generato divisioni sia tra i repubblicani che nel panorama internazionale, soprattutto riguardo alle relazioni con il Canada, che Trump ha più volte accusato di aver sfruttato gli Stati Uniti per anni, definendolo «uno dei peggiori partner commerciali al mondo».
La battaglia sulla legittimità dei dazi è ora nelle mani della Corte Suprema, mentre il Congresso si confronta con una crescente spaccatura interna sul futuro della politica commerciale americana.






