Sofia, 19 gennaio 2026 – La Bulgaria si trova al centro di una turbolenta fase politica mentre entra ufficialmente nell’area euro. In un annuncio a sorpresa trasmesso in diretta nazionale, il presidente della Repubblica, Rumen Radev, ha comunicato le proprie dimissioni con l’obiettivo di unire il Paese in vista delle elezioni politiche primaverili, in un momento segnato da profonde tensioni sociali e politiche.
Le dimissioni di Rumen Radev e la crisi politica
Il presidente bulgaro, ex generale dell’aeronautica e figura di riferimento nella lotta contro la corruzione, ha spiegato che la sua decisione nasce dalla necessità di essere libero di partecipare alle prossime elezioni politiche. Radev ha descritto il modello di governo come un’oligarchia camuffata da democrazia, sottolineando come la politica si svolga al di fuori delle istituzioni formali. La sua popolarità, superiore a quella di molti politici del Paese, deriva anche dal suo sostegno alle proteste popolari del 2020 contro la corruzione.
La Bulgaria è scossa da una crisi politica senza precedenti da decenni: il governo guidato dal primo ministro dimissionario Rosen Željazkov ha lasciato l’incarico l’11 dicembre scorso dopo proteste diffuse contro una legge di bilancio controversa, che prevedeva tagli alla spesa sociale senza consultazione delle parti sociali. La coalizione di governo, fragile e sostenuta da partiti eterogenei, è implosa rapidamente, aggravando l’instabilità politica.
Il contesto socio-politico in Bulgaria
La crisi in Bulgaria riflette un malcontento diffuso, con due terzi dei cittadini che si dichiarano delusi dai politici e si astengono dal voto. Radev ha invocato un nuovo “contratto sociale” per superare questa sfiducia e ha espresso la volontà di unire tutte le componenti sociali contro la corruzione.
Il Paese si appresta dunque a una fase cruciale, con un presidente dimissionario che si candida a guidare un cambiamento politico e un governo dimissionario che ha lasciato il posto a un esecutivo ad interim. La questione dell’adozione dell’euro dall’inizio del 2026, nonostante qualche resistenza tra la popolazione, segna un passaggio importante nel percorso di integrazione europea della Bulgaria.
In questo scenario, la vice presidente Iliana Yotova assumerà le funzioni di capo dello Stato nel periodo di transizione in attesa di decisioni future da parte della Corte costituzionale. La situazione politica rimane fluida, con forti aspettative sia interne sia a livello europeo sul futuro del Paese.






