Mosca, 11 marzo 2026 – Il Cremlino ha lanciato gravi accuse riguardo all’attacco missilistico avvenuto ieri sulla città russa di Bryansk, situata nella regione omonima nel circondario federale centrale. Secondo quanto riferito dal portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitry Peskov, l’operazione missilistica, che ha provocato sette morti e quaranta feriti, sarebbe stata possibile grazie al coinvolgimento di specialisti britannici, che avrebbero assistito le forze armate ucraine nel lancio dei missili Storm Shadow.
Attacco a Bryanks: accuse del Cremlino sugli specialisti britannici
Nel dettaglio, Peskov ha sottolineato che senza l’apporto tecnico e operativo di specialisti provenienti dal Regno Unito, il lancio di tali missili sarebbe stato impossibile. “Siamo consapevoli di questo e lo teniamo in conto”, ha affermato il portavoce, citato dall’agenzia Interfax. L’attacco ha colpito una città storica e strategicamente importante, Bryansk, che con i suoi oltre 400mila abitanti rappresenta un centro industriale e logistico cruciale per la Russia, situato sulle rive del fiume Desna e a circa 380 chilometri a sud-ovest di Mosca.
Misure di sicurezza e giustificazione dell’operazione militare
Sempre Peskov ha confermato che, a seguito di questi eventi, la Russia ha imposto negli ultimi giorni restrizioni alle connessioni internet tramite smartphone, misure che rimarranno attive finché saranno ritenute necessarie per la sicurezza dei cittadini. Ha inoltre ribadito che l’operazione militare speciale in Ucraina prosegue proprio per impedire il ripetersi di attacchi simili, definendo tali azioni come “atti barbarici” che giustificano la necessità della demilitarizzazione del paese vicino.
Il portavoce ha chiarito che l’operazione continuerà finché la Russia non sarà in grado di prevenire ulteriori aggressioni da parte delle forze ucraine, sottolineando come il governo consideri fondamentale garantire la sicurezza della propria popolazione in una fase di conflitto prolungato e complesso.
Bryansk, città con importanti funzioni strategiche, rimane dunque al centro di un nuovo capitolo del conflitto russo-ucraino, nel quale Mosca punta il dito contro l’influenza e il coinvolgimento diretto di attori stranieri nel teatro bellico.






