New York, 11 febbraio 2026 – Nel corso di un’accesa audizione alla commissione giustizia della Camera degli Stati Uniti, la procuratrice generale degli Stati Uniti Pam Bondi ha espresso il suo profondo rammarico per le sofferenze delle vittime di Jeffrey Epstein, definendo l’ex finanziere e criminale sessuale “un mostro“. La seduta è stata caratterizzata da forti tensioni tra Bondi e i deputati democratici, in particolare con Pramila Jayapal e Jamie Raskin, che hanno accusato il Dipartimento di Giustizia di una gestione opaca e di un possibile insabbiamento riguardo alla pubblicazione dei documenti legati al caso Epstein.
Le accuse dei deputati democratici e la risposta di Pam Bondi
Durante l’audizione, la deputata Pramila Jayapal ha chiesto alla ministra Pam Bondi di rivolgersi direttamente alle vittime e di scusarsi per il modo in cui il Dipartimento ha gestito la diffusione dei documenti su Epstein, sottolineando che alcuni nomi importanti, come quello del sultano degli Emirati Ahmed bin Sulayem, sono stati rivelati solo dopo forti pressioni da parte dei liberal. Jayapal ha inoltre evidenziato i legami finanziari di bin Sulayem con il presidente Donald Trump e il suo consigliere Steve Bannon, accusando l’amministrazione di non aver garantito una protezione equa alle vittime.
Pam Bondi, visibilmente irritata, ha evitato di rispondere direttamente alle richieste di scuse, definendo la critica di Jayapal un tentativo di “fare solo teatro e scena“. Nel suo intervento iniziale, Bondi ha invece sottolineato i progressi compiuti nella sicurezza nazionale sotto la presidenza Trump e ha ribadito l’impegno del Dipartimento nella pubblicazione dei documenti di Epstein, oltre a occuparsi delle numerose cause legali contro l’amministrazione in corso presso i tribunali.

Contesto e aggiornamenti sul caso Epstein
Jeffrey Epstein, morto suicida nel 2019 in carcere, era un imprenditore condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni. Le indagini su di lui hanno rivelato una rete complessa di abusi e connivenze che coinvolgono personaggi di spicco del mondo politico e finanziario. Negli ultimi anni, la commissione di inchiesta della Camera degli USA ha reso pubbliche nuove foto e documenti provenienti dagli eredi di Epstein, che mostrano la presenza di figure di rilievo come Sergey Brin, Bill Gates, Woody Allen e Steve Bannon, immortalati in eventi sociali legati al finanziere.
Questi materiali, che includono anche immagini di donne con citazioni tratte dal romanzo “Lolita” e documenti di viaggio, hanno alimentato ulteriori richieste di trasparenza sul contenuto di ciò che è ancora detenuto dal Dipartimento di Giustizia americano. La diffusione dei cosiddetti “Epstein files” è stata al centro di controversie politiche, soprattutto per il coinvolgimento di alcuni membri dell’amministrazione Trump, con i deputati democratici che continuano a chiedere la completa pubblicazione dei documenti senza censure.
Pam Bondi ha quindi ribadito il proprio impegno a sostegno delle vittime, mentre le tensioni politiche intorno alla gestione di questo delicato dossier rimangono alte.






