Berlino, 8 gennaio 2026 – Il blackout che sabato scorso ha lasciato senza corrente e riscaldamento circa 50 mila famiglie nel sudovest di Berlino ha acceso un acceso dibattito politico e sociale nella capitale tedesca. L’interruzione dell’erogazione di energia, causata da un incendio doloso ai cavi dell’alta tensione, ha inoltre sollevato interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture elettriche della città e sulla gestione dell’emergenza da parte delle autorità.
La rivendicazione e le polemiche politiche
Il sabotaggio è stato rivendicato con credibilità dalla Vulkangruppe, un gruppo di anarchici ambientalisti di estrema sinistra noto per azioni simili fin dal 2011. In una prima lettera, il gruppo ha ammesso la responsabilità dell’attacco, sottolineando che l’obiettivo era colpire in particolare i quartieri più benestanti di Berlino, definendo l’azione un gesto di protesta contro l’“ingordigia energetica” e lo sfruttamento delle risorse da parte della classe dirigente. Tuttavia, le successive due lettere, di cui una ha escluso ogni legame con la Russia e un’altra ha visto una scissione interna tra la prima e la seconda generazione del gruppo, hanno complicato ulteriormente la comprensione degli eventi e alimentato dubbi sulle reali motivazioni e responsabilità.
In questo clima di tensione, è finito sotto pressione anche il sindaco di Berlino, Kai Wegner (CDU), criticato per aver trascorso la giornata dell’attacco giocando a tennis, mentre decine di migliaia di residenti erano privi di riscaldamento nel pieno dell’ondata di freddo. La vicenda ha aperto un dibattito sulla trasparenza e la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche cittadine.
Vulnerabilità delle infrastrutture e sicurezza
Un aspetto particolarmente allarmante emerso è la facilità con cui è stato possibile compromettere la rete elettrica della capitale tedesca. Come ha rivelato un giornalista della Bild, Berlino dispone di 15 ponti di cavi dell’alta tensione, la metà dei quali completamente privi di sorveglianza e collocati in luoghi facilmente accessibili. La mancanza di adeguate misure di sicurezza ha posto nuovamente l’accento sull’urgenza di una riflessione politica e strategica per proteggere le infrastrutture critiche da minacce di natura ibrida o terroristica.
Le autorità hanno dispiegato 160 poliziotti nell’area dell’incendio, vicino alla centrale termoelettrica di Lichterfelde, e hanno prolungato le chiusure scolastiche e le restrizioni alla mobilità per tutelare la popolazione. Intanto, le riparazioni si annunciano complesse e potrebbero protrarsi fino a giovedì, con un impatto significativo sulla vita quotidiana di decine di migliaia di berlinesi.






