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Home Esteri

Australia, sparatoria a Bondi Beach durante una festa ebraica: almeno 15 morti

In Australia è stata segnalata una sparatoria a Bondi Beach, nella periferia di Sydney: la situazione e gli appelli della polizia

by Federico Liberi
14 Dicembre 2025
Segnalato un attentatore a Bondi Beach in Australia

Agenti australiani | Pixabay @SCM_Jeans - alanews

Una tragedia ha scosso Sydney, in Australia, durante la celebrazione ebraica di Hanukkah sulla celebre Bondi Beach. Almeno 15 persone hanno perso la vita, tra cui il rabbino Eli Schlanger e una bambina di 12 anni. Due uomini armati hanno aperto il fuoco sui partecipanti, prima di essere neutralizzati dalla polizia; uno dei due è stato ucciso sul posto. L’attacco è stato definito “un atto terroristico”, con il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, che lo ha descritto come un “attacco progettato per colpire la comunità ebraica di Sydney”. Almeno 29 persone risultano ferite, tra cui due agenti di polizia.

L’identità degli attentatori e gli arresti

Uno degli aggressori è stato identificato come Naveed Akram, 24 anni, originario del Pakistan e residente a Bonnyrigg, sobborgo di Sydney. La polizia ha inoltre arrestato un uomo e una donna collegati all’attentato. Testimoni raccontano che i due uomini armati, vestiti di nero, sono scesi da un veicolo e hanno iniziato a sparare sulla folla. Secondo Jeremy Leibler, presidente della Federazione sionista d’Australia, la comunità ebraica è “sotto choc”: circa 2.000 persone stavano celebrando Hanukkah accendendo la prima candela quando è scoppiato l’attacco.

La scena e l’intervento delle forze dell’ordine

La sparatoria ha generato panico e caos: sono stati incendiati un furgone e una moto, mentre due auto posteggiate sono rimaste danneggiate. Polizia e carabinieri sono intervenuti per dividere le tifoserie e garantire la sicurezza della zona. Il traffico nella zona di Bondi Beach è stato interrotto e la polizia ha chiesto ai cittadini di evitare l’area mentre proseguono le operazioni. Le autorità stanno anche verificando la possibile presenza di un terzo aggressore.

Reazioni internazionali e condanna unanime

La comunità internazionale ha espresso condanna e solidarietà. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito l’attacco “un attacco contro i nostri valori comuni”, mentre il primo ministro britannico Keir Starmer lo ha definito “ripugnante”, assicurando pieno sostegno all’Australia e alla comunità ebraica. Negli Stati Uniti, il segretario di Stato Marco Rubio ha sottolineato che “l’antisemitismo non ha posto in questo mondo”. Anche l’Italia, tramite la premier Giorgia Meloni, ha espresso condoglianze alle vittime e vicinanza alla comunità ebraica.

Solidarietà da governi e leader mondiali

Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito l’impegno della Francia contro l’odio antisemita, mentre il presidente israeliano Isaac Herzog ha parlato di “crudele aggressione contro gli ebrei”, esortando l’Australia a rafforzare la lotta contro l’antisemitismo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso solidarietà, così come la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, definendo l’atto “spaventoso”. Altri leader europei, tra cui i primi ministri di Olanda, Belgio e Irlanda, hanno sottolineato che simili atti di odio e violenza non possono essere tollerati.

 

Gli attentatori a Bondi Beach
Gli attentatori a Bondi Beach | Instagram – alanews

Il commissario di polizia Mal Lanyon ha definito quanto accaduto “un atto terroristico”, mentre il premier dello Stato di Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha sottolineato che l’attacco “era progettato per colpire la comunità ebraica di Sydney” proprio durante l’Hanukkah, rovinando quella che avrebbe dovuto essere “una notte di pace e gioia”.

Anche le organizzazioni musulmane australiane hanno espresso solidarietà alle vittime e alla comunità colpita, invitando tutti gli australiani a unirsi in segno di unità e compassione in un momento così drammatico.

Il presidente dell’Associazione ebraica australiana, Robert Gregory, ha definito la tragedia “del tutto prevedibile” e ha criticato il governo del primo ministro Anthony Albanese per non aver adottato misure adeguate a proteggere la comunità ebraica nonostante ripetuti avvertimenti.

Il racconto dei testimoni e la situazione a Bondi Beach

Le testimonianze raccolte sul posto descrivono momenti di panico e caos. Elizabeth Mealey, ex giornalista presente in un ristorante sul lungomare, ha raccontato di aver inizialmente scambiato gli spari per fuochi d’artificio, per poi rendersi conto della gravità della situazione. La gente ha iniziato a correre verso la spiaggia e a cercare riparo, mentre la polizia e i soccorritori intervenivano per mettere in sicurezza la zona e soccorrere i feriti.

Le immagini diffuse sui social mostrano un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine e scene di confusione tra i presenti. Sono stati rinvenuti diversi proiettili a terra e armi abbandonate, tra cui un fucile a pompa.

Le parole di Albanese

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha condannato con fermezza la sparatoria avvenuta a Bondi Beach, definendola durante una conferenza stampa “un atto di antisemitismo e terrorismo di inaudita malvagità, che ha colpito nel profondo l’intera nazione”. Secondo il premier, quanto accaduto rappresenta un’esplosione di violenza difficile da comprendere, mentre il dolore e il trauma vissuti dalle famiglie delle vittime superano “il peggior incubo immaginabile”.

Albanese ha poi voluto sottolineare il comportamento di molti cittadini presenti durante l’attacco, ricordando come diversi australiani non abbiano esitato a esporsi al pericolo per prestare aiuto agli altri. “Sono degli eroi”, ha dichiarato, rimarcando che il loro coraggio e la loro prontezza hanno contribuito a salvare vite umane.

Uno degli attentatori era già noto

Uno degli autori dell’attacco avvenuto a Bondi Beach era già noto ai servizi di intelligence australiani. A confermarlo è stato il direttore generale dell’Asio, Mike Burgess, spiegando tuttavia che l’individuo non era considerato una minaccia imminente. La notizia è stata riportata da Abc News.

“Come per la polizia del New South Wales, anche per noi uno di questi soggetti era conosciuto, ma non rientrava in una valutazione di pericolo immediato. Ora dobbiamo capire cosa sia accaduto”, ha dichiarato Burgess. Il capo dell’intelligence ha precisato che, secondo le procedure standard, l’Asio sta verificando l’identità degli aggressori e analizzando eventuali collegamenti già noti alle autorità.

L’agenzia sta inoltre valutando se vi siano altre persone all’interno della comunità con intenzioni simili. “Al momento non abbiamo indicazioni in questo senso, ma si tratta di un filone su cui sono in corso indagini attive”, ha aggiunto.

Burgess ha infine ribadito che il livello di minaccia terroristica nazionale resta classificato come “probabile”, una definizione che indica una possibilità del 50% che si verifichi un attentato. “Non vedo cambiamenti nella valutazione attuale”, ha affermato, sottolineando che “purtroppo abbiamo appena assistito a un atto terribile in Australia”.

A Bondi Beach un uomo ha fermato uno dei terroristi

Sui social network sta circolando un video nel quale si vede un uomo, vestito con una maglietta bianca, riuscire a neutralizzare uno degli aggressori armati. Muovendosi tra le auto parcheggiate senza farsi notare, l’uomo si avvicina a chi sta sparando con un fucile e lo affronta fisicamente. Dopo una breve colluttazione, riesce a strappargli l’arma e a puntargliela contro, rendendo di fatto inoffensivo l’attentatore, che cade a terra e si allontana.

Hero.

Nothing less.

pic.twitter.com/4DjjkccnMU

— Shane McInnes (@shanemcinnes) December 14, 2025

Interpellato sull’episodio, il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha definito la scena “la più incredibile” a cui abbia mai assistito. Minns ha sottolineato come l’uomo si sia avvicinato da solo a un individuo armato che aveva già aperto il fuoco sulla comunità, mettendo consapevolmente a rischio la propria vita per salvare quella di molte altre persone. “È un vero eroe – ha dichiarato – e non ho dubbi che questa notte siano in tanti a essere vivi grazie al suo coraggio”.

Le conseguenze dell’azione eroica

L’uomo che ha affrontato e disarmato uno degli attentatori durante la sparatoria di Bondi Beach è rimasto ferito ed è attualmente ricoverato in ospedale, dove dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico. Secondo quanto riferito dall’emittente australiana 7 News, le sue condizioni non destano particolare preoccupazione e la prognosi resta positiva.

L’eroe civile è stato identificato come Ahmed al Ahmed, 43 anni, sposato e padre di due figli. Durante l’azione è stato colpito da due proiettili a un braccio. Nonostante non abbia alcuna esperienza con le armi, si è lanciato contro uno dei due aggressori riuscendo a strappargli il fucile, un gesto che avrebbe contribuito in modo decisivo a salvare diverse vite.

Dalle immagini circolate online si vede l’attentatore disarmato allontanarsi in direzione del secondo uomo armato. È in quel momento che sarebbero partiti altri colpi, uno dei quali avrebbe raggiunto Ahmed mentre tentava di mettersi in salvo.

A raccontare l’accaduto è stato il cugino Mustafa, intervistato fuori dall’ospedale. “È ancora ricoverato e non sappiamo esattamente cosa stia succedendo all’interno – ha spiegato – ma i medici ci hanno rassicurato dicendo che starà bene. Dovrà essere operato e nelle prossime ore potremo finalmente vederlo”. Poi ha aggiunto, senza esitazioni: “È un eroe, al cento per cento. Quello che si vede sui social lo dimostra chiaramente: è davvero un eroe”.

L’eroe di Sydney è ebreo? Netanyahu ne è convinto, ma i media australiani dicono altro

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lodato il coraggio mostrato durante l’attacco a Bondi Beach, definendo “eroismo ebraico al suo massimo livello” l’azione del cittadino che ha disarmato uno dei terroristi, salvando probabilmente numerose vite. “Abbiamo visto il male al suo livello più basso e l’eroismo ebraico al suo livello più alto. Ho visto un video in cui un ebreo si lanciava contro uno degli assassini e gli strappava l’arma”, ha dichiarato Netanyahu, come riportato da Ynet.

Tuttavia, non è chiaro se l’uomo menzionato dal premier israeliano sia effettivamente ebreo. Diverse testate australiane, tra cui 7 News, lo identificano come Ahmed al Ahmed, un uomo musulmano di 43 anni, sposato e padre di due figli. L’informazione ha sollevato dubbi sulla corretta attribuzione dell’eroismo, evidenziando come le prime dichiarazioni possano differire dai dati riportati dai media locali.

Tags: AustraliaBondi Beach

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