Erbil, 12 marzo 2026 – Nella notte di ieri un’esplosione ha interessato la base militare italiana situata a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Il comandante della base, colonnello Stefano Pizzotti, ha rassicurato sulle condizioni del personale italiano, sottolineando che tutti gli uomini erano all’interno del bunker al momento dell’attacco e stanno bene.
Dettagli sull’attacco a Erbil
Secondo quanto riferito dal comandante della base militare italiana di Erbil, Stefano Pizzotti, a Sky Tg 24, l’allarme è scattato alle 20.30 ora locale e il personale ha seguito le procedure di sicurezza già collaudate, rifugiandosi nei bunker assegnati. Poco prima dell’una di notte c’è stata una minaccia aerea, ma l’allarme è poi cessato e attualmente gli artificieri della Coalizione stanno operando per mettere in sicurezza l’area.
Fonti informate indicano che l’attacco non è stato effettuato con un missile, come inizialmente ipotizzato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ma da un drone Shahed. Il velivolo, forse non diretto all’interno della base, avrebbe perso quota e colpito un mezzo militare italiano, senza causare feriti tra il personale.
Contesto regionale e situazione di sicurezza
La base italiana di Erbil si trova in un’area strategica e particolarmente sensibile nel contesto del conflitto più ampio che vede coinvolti USA, Israele e Iran. Nelle ultime settimane, infatti, la regione è stata teatro di una serie di attacchi e tensioni crescenti, con il coinvolgimento di milizie sostenute dall’Iran e attacchi con droni e missili a varie installazioni militari e portuali nel Golfo.
Erbil, con una popolazione stimata di circa 1,4 milioni di abitanti, è una città storica e capitale della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, che ospita diverse basi internazionali. La città, che vanta una delle più antiche continuità di insediamento umano al mondo, è ormai da tempo un punto nodale per le operazioni militari della Coalizione internazionale impegnata nella stabilizzazione dell’area.
Le autorità italiane e internazionali continuano a monitorare con attenzione la situazione, mentre il personale militare resta in allerta massima per prevenire ulteriori minacce.






