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Home Esteri

Arrestata per errore dell’IA: 4 mesi in carcere per un crimine mai commesso

Negli Stati Uniti il caso di Angela Lipps riaccende il dibattito sui rischi del riconoscimento facciale usato dalle forze dell’ordine.

by Marco Andreoli
16 Marzo 2026
Carcere di Torino, agenti condannati per violenze

Carcere | Pixabay @Eloi_Omella - alanews

Arrestata in casa davanti a quattro bambini, ammanettata sotto la minaccia delle armi e detenuta per oltre tre mesi per un reato mai commesso. È la vicenda di Angela Lipps, una donna del Tennessee finita al centro di un grave errore giudiziario causato da un sistema di riconoscimento facciale basato sull’intelligenza artificiale. Dopo 108 giorni di carcere, la 50enne è stata scagionata: il software utilizzato dagli investigatori aveva semplicemente identificato la persona sbagliata. Nel frattempo, però, la sua vita era già stata stravolta.

L’arresto dopo l’identificazione dell’intelligenza artificiale

Tutto inizia nella primavera del 2025, quando la polizia di Fargo, nel North Dakota, avvia un’indagine su una serie di frodi bancarie. Una donna ripresa dalle telecamere di sorveglianza era riuscita a prelevare decine di migliaia di dollari utilizzando un documento d’identità contraffatto appartenente a un soldato statunitense.

Per individuare la responsabile, gli investigatori si sono affidati a un sistema avanzato di riconoscimento facciale alimentato dall’intelligenza artificiale. Il software ha analizzato immagini e profili online fino a indicare un nome: Angela Lipps, residente nel Tennessee.

Convinti della corrispondenza, nel luglio 2025 gli agenti federali si sono presentati alla porta della donna mentre lavorava come babysitter. La 50enne è stata arrestata e portata in carcere nella sua contea con l’accusa di essere una “latitante ricercata” dal North Dakota.

A suo carico pendevano otto capi d’imputazione: quattro per uso non autorizzato di dati di identificazione personale e quattro per furto. Lipps è rimasta in detenzione per 108 giorni prima di essere trasferita in North Dakota per affrontare il processo. Come ha raccontato in seguito, per raggiungere lo stato dove era accusata del crimine ha preso l’aereo per la prima volta nella sua vita.

La prova dell’innocenza e le conseguenze

La svolta è arrivata in tribunale. Il legale della donna ha presentato gli estratti conto bancari che dimostravano come, nei giorni delle frodi a Fargo, Angela Lipps si trovasse in Tennessee, a circa 1.200 chilometri di distanza.

Le transazioni registrate indicavano acquisti quotidiani e versamenti previdenziali effettuati proprio nelle ore in cui il reato sarebbe stato commesso nel North Dakota. Di fronte a queste prove, l’accusa è crollata rapidamente e la donna è stata dichiarata innocente.

Secondo un documento delle stesse forze dell’ordine, gli investigatori avevano ritenuto plausibile la corrispondenza perché la donna “sembrava corrispondere alla descrizione della sospettata per tratti del viso, corporatura e acconciatura”.

La scarcerazione, avvenuta alla vigilia di Natale, non ha però cancellato le conseguenze. Rimasta per cinque mesi lontana da casa e senza reddito, Lipps non era più riuscita a pagare bollette e spese. Al ritorno in Tennessee ha scoperto di aver perso la casa, l’auto e perfino il cane. Inoltre, una volta liberata, si è ritrovata a Fargo senza soldi né un biglietto per tornare a casa: a coprire temporaneamente vitto e alloggio sono stati i suoi avvocati e una organizzazione non profit locale.

Il caso riaccende il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle indagini di polizia. Episodi simili hanno già sollevato critiche negli Stati Uniti. In un altro caso recente, a Baltimora, un bambino è stato immobilizzato dagli agenti perché un sistema di analisi automatica aveva scambiato un pacchetto di patatine per un’arma da fuoco.

Vicende che alimentano interrogativi sempre più urgenti: fino a che punto è sicuro affidare decisioni così delicate agli algoritmi? E chi paga il prezzo quando la tecnologia sbaglia?

Tags: CarcereIntelligenza artificialeStati Uniti

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