Roma, 14 febbraio 2026 – In un’intervista rilasciata a La Repubblica, Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha aperto a un tema che fino a poco tempo fa era considerato un tabù nell’Unione Europea: il debito comune europeo. Costa ha sottolineato come questo strumento sia stato già utilizzato durante la crisi Covid-19 e, più recentemente, a dicembre per sostenere l’Ucraina, e che sarà impiegato nuovamente “se e quando necessario”.
Antonio Costa e il debito comune europeo: uno strumento non più tabù
Nel corso del colloquio, Antonio Costa ha precisato che il dibattito sugli eurobond non è stato ancora affrontato in modo ufficiale, ma sarà sicuramente oggetto di discussione in vista del prossimo bilancio pluriennale dell’UE. Il presidente del Consiglio europeo ha evidenziato l’importanza di un mercato unico con regole condivise, che permetta un uso efficace del risparmio per incentivare gli investimenti e favorisca la libera circolazione delle competenze professionali all’interno dell’Unione, citando come esempio la creazione di “campioni europei” dell’industria, come Airbus.
Pressioni esterne e competitività europea
Antonio Costa ha anche richiamato l’attenzione sulle crescenti pressioni esterne che minacciano l’ordine internazionale e la competitività dell’Europa. “Alcuni agenti economici e Paesi promuovono una concorrenza sleale”, ha affermato, sottolineando la necessità di agire per garantire prosperità e sicurezza. L’obiettivo dichiarato è quello di completare il mercato unico entro la fine del 2027 attraverso un processo tempestivo e mirato, che richiede il pieno coinvolgimento e controllo dei leader europei.
Il presidente del Consiglio europeo ha inoltre ribadito il sostegno dell’UE all’Ucraina nel contesto del conflitto con la Russia, strumento che ha visto il ricorso al debito comune come forma di solidarietà finanziaria. L’Europa, dunque, continua a rafforzare le proprie politiche di coesione economica e strategica per affrontare le sfide globali.




