26 marzo 2026 – Una petroliera turca è stata attaccata nel Mar Nero nelle prime ore di oggi, a circa 35 miglia dalla costa vicino a Istanbul. Secondo quanto riferito dal ministro dei Trasporti turco, Abdulkadir Uraloğlu, l’attacco non sarebbe stato effettuato da un drone, come inizialmente ipotizzato, bensì da un veicolo di superficie senza equipaggio a livello dell’acqua. La nave, battente bandiera straniera ma gestita da una compagnia turca, aveva caricato petrolio greggio dalla Russia.
Dettagli sull’attacco alla petroliera turca
L’esplosione ha interessato specificamente la sala macchine della petroliera, provocando lievi danni, ha dichiarato il ministro Uraloğlu durante una diretta televisiva su 24Tv. Sul posto sono già intervenute le forze dell’ordine competenti, mentre la situazione è costantemente monitorata dalle autorità turche. Fortunatamente, i 27 membri dell’equipaggio sono risultati illesi, come confermato dall’agenzia Anadolu.
Il ministero dei Trasporti ha inoltre riferito che la petroliera, denominata Virat, era stata già oggetto di un attacco da parte di droni marini nella giornata di ieri e che questa mattina presto è stata nuovamente colpita da droni. Le informazioni ufficiali indicano però che il danno maggiore è stato causato da un veicolo di superficie senza equipaggio.
La storia della nave
La petroliera attaccata nel Mar Nero, gestita da una compagnia turca, era già da mesi nel mirino delle autorità internazionali per il suo coinvolgimento in attività sanzionate. Il portale turco Haber Denizde, citato da Turkiye Today, ha rivelato che la nave, ora identificata come Altura, era soggetta a sanzioni imposte dall’Unione Europea, dall’Ucraina, dalla Svizzera e dal Regno Unito a partire dall’ottobre 2025.
La petroliera, originariamente chiamata Besiktas Dardanelles, faceva parte della flotta della Besiktas Maritime. È stata acquisita nel maggio 2024 dalla Kayseri Shipping, con sede a Panama, e successivamente nel novembre 2025 dalla Pergamon Maritime con sede a Istanbul, che l’ha ribattezzata “Altura”. Nel corso del tempo, è stata inserita nella lista delle sanzioni europee e ucraine per il suo ruolo nelle rotte petrolifere controverse. Di particolare rilievo è la figura di Hector Varela De Leon, fondatore di Kayseri Shipping e inserito nella lista delle sanzioni statunitensi dal luglio 2025. La proprietà della compagnia è riconducibile a Mohammad Hossein Shamkhani, figlio di Ali Shamkhani, ex segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ucciso in un raid israeliano nel febbraio 2026, giorno in cui è iniziato il conflitto tra Iran e Israele.
Secondo l’emittente turca Ntv, al momento dell’attacco la petroliera, partita dalla Russia, trasportava 140mila tonnellate di petrolio e si trovava a circa 24 chilometri dall’entrata settentrionale del Bosforo, il canale che collega la parte europea e anatolica di Istanbul. L’attacco si inserisce in un contesto di crescenti tensioni nel Mar Nero, dove sia navi del grano ucraine che petroliere sono state colpite, intensificando il conflitto tra Russia e Ucraina.






