Hatay, 31 marzo 2026 – Ankara ha espresso una netta condanna per l’attacco che ha causato la morte di tre caschi blu indonesiani impegnati nella missione di pace Unifil in Libano. L’episodio si è verificato nel contesto degli scontri tra l’esercito israeliano e i miliziani di Hezbollah nel sud del Libano, un teatro di crescenti tensioni e violenze.
Condanna di Ankara e appello alla giustizia internazionale
Il ministero degli Esteri turco ha definito questi attacchi come una grave violazione del diritto internazionale, sottolineando la necessità che i responsabili vengano assicurati alla giustizia. Ankara ha manifestato cordoglio e solidarietà al governo e al popolo indonesiano, paese di origine delle vittime. Nel comunicato ufficiale si legge inoltre una dura critica all’occupazione israeliana del Libano e un appello rivolto alla comunità internazionale affinché si pongano fine all’espansionismo e all’aggressione nella regione.
Reazioni internazionali e richiesta di indagini
L’Indonesia, attraverso il ministro degli Esteri Sugiono, ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per discutere la sicurezza dei caschi blu e ha auspicato un’indagine rapida, approfondita e trasparente sull’accaduto. Sugiono ha sottolineato che la sicurezza del personale Onu non è negoziabile e ha riferito di aver parlato con il segretario generale Antonio Guterres per garantire protezione al contingente di pace.
La missione Unifil ha confermato che gli attacchi deliberati contro i peacekeeper costituiscono potenziali crimini di guerra. Nell’ultimo mese, Unifil ha più volte denunciato il colpire delle proprie postazioni, testimoniando come il personale Onu si trovi in una situazione di crescente rischio. La morte dei tre caschi blu indonesiani rappresenta una tragica conseguenza di un conflitto che continua a infiammare il Libano meridionale, senza tregua e con implicazioni regionali ampie.
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