Roma, 3 aprile 2026 – L’Ambasciata iraniana a Roma ha lanciato un appello rivolto all’Italia, esortandola a chiedere prima la fine della guerra piuttosto che discutere della riapertura dello Stretto di Hormuz, nodo cruciale per il traffico energetico mondiale. Il messaggio, pubblicato sul profilo X ufficiale della rappresentanza diplomatica, sottolinea che l’insicurezza nello stretto sia una conseguenza diretta dell’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista e non di una legittima difesa iraniana.
La posizione dell’ambasciata dell’Iran: stop alla guerra come priorità
Secondo il comunicato, l’Italia dovrebbe opporsi con fermezza a quella che definisce una palese violazione del Diritto Internazionale da parte di chi ha scatenato il conflitto, definito come “aggressori americano-sionisti”. L’insicurezza attuale nello Stretto di Hormuz, che rappresenta un passaggio strategico per il commercio globale di petrolio e gas, viene attribuita dall’ambasciata esclusivamente alle operazioni militari statunitensi e israeliane. “Se siete preoccupati per la crisi globale dell’energia e dei fertilizzanti, costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione”, si legge nel post.
Sviluppi recenti e offerte di mediazione
Mentre la tensione rimane alta, si registrano nuovi passaggi di navi attraverso lo stretto: oltre alla recente traversata di una portacontainer francese, anche una nave cisterna giapponese per il trasporto di gas liquido ha attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime ore, come riportato da Iran International che cita la compagnia Mitsui Osk Lines. L’equipaggio è salvo, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli.
Parallelamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha offerto l’aiuto di Kiev alle monarchie del Golfo per contribuire a sbloccare la situazione nello Stretto di Hormuz, gravata dal blocco iraniano che ha innescato una crisi energetica globale. Zelensky ha dichiarato di aver comunicato ai rappresentanti del Medio Oriente la disponibilità ucraina a fornire supporto in ambito difensivo, senza però entrare nel merito delle modalità operative, lasciando la decisione agli Stati Uniti e ai Paesi della regione.
In un contesto di crescente tensione, l’attenzione internazionale resta focalizzata sulla necessità di una soluzione diplomatica che possa garantire la sicurezza di questa importante via marittima e stabilizzare i mercati energetici globali.






