Bruxelles, 10 aprile 2026 – Gli aeroporti dell’Unione europea affrontano il rischio concreto di una carenza sistemica di carburante per aerei entro le prossime tre settimane, a causa del protrarsi del blocco dello Stretto di Hormuz, arteria strategica per il transito di petrolio e combustibili. La situazione è stata evidenziata in una lettera inviata dall’associazione Aci Europe al commissario europeo per i trasporti, Apostolos Tzitzikōstas, che sottolinea la necessità di un monitoraggio attento e di interventi proattivi per evitare uno scenario di crisi.
Lo Stretto di Hormuz: un nodo strategico e la crisi del carburante
Lo Stretto di Hormuz, punto di passaggio essenziale per circa un quarto della produzione globale di petrolio, è attualmente bloccato da Teheran in risposta al conflitto in corso nella regione, con la minaccia di distruggere qualsiasi nave tenti di attraversarlo senza autorizzazione. Questo blocco ha paralizzato la rete commerciale del Golfo, determinando un forte impatto sulle forniture di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL) dirette verso l’Europa e il resto del mondo.
Secondo quanto riferito dal Financial Times e confermato da Aci Europe, le riserve di carburante negli aeroporti europei si stanno rapidamente esaurendo, mentre le tensioni militari e politiche nella regione continuano a peggiorare. L’avvicinarsi della stagione estiva, quando il traffico aereo raggiunge il suo picco e sostiene l’intero settore turistico europeo, amplifica ulteriormente le preoccupazioni sulle possibili ripercussioni economiche.
Le conseguenze per il settore aereo e le misure in atto
Finora, l’Europa non ha ancora registrato carenze diffuse di carburante, ma i prezzi sono raddoppiati e le compagnie aeree hanno lanciato l’allarme su possibili cancellazioni di voli. In Asia, invece, paesi come il Vietnam hanno già iniziato a razionare il carburante per aerei a causa delle carenze.
Il commissario europeo Apostolos Tzitzikōstas, in carica dal dicembre 2024, è stato chiamato a coordinare un piano di intervento per garantire la stabilità delle forniture e mitigare l’impatto sul trasporto aereo e sull’economia europea. Tra le strategie valutate, vi sono il rafforzamento delle scorte strategiche, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e l’incremento della cooperazione tra Stati membri per fronteggiare una crisi che potrebbe compromettere la mobilità e il turismo nel cuore dell’Europa.
La situazione rimane critica e in evoluzione, mentre il blocco dello Stretto di Hormuz continua a rappresentare un nodo geopolitico di primaria importanza per il mercato energetico globale e la sicurezza dei trasporti europei.






