Bruxelles, 13 febbraio 2026 – Il vertice dei leader europei ad Alden Biesen ha segnato un momento di distensione tra Emmanuel Macron, presidente francese, e Friedrich Merz, cancelliere tedesco, dopo un confronto iniziale caratterizzato da forti tensioni. Al centro del summit, l’urgenza di accelerare le riforme europee per rafforzare la competitività e la coesione del continente, con particolare attenzione al tema del debito comune e alla proposta degli eurobond, uno strumento che potrebbe rappresentare una svolta nella gestione finanziaria dell’Unione Europea (Ue).
Tensione e distensione nel cuore dell’Ue
Il clima teso che ha accompagnato l’incontro tra Macron e Merz si è trasformato in un dialogo più sereno, come ha sottolineato il primo ministro portoghese Antonio Costa, evocando l’immagine di un filo franco-tedesco che si riannoda. I leader europei hanno condiviso la necessità di superare le divisioni interne e accelerare l’adozione di regolamenti vincolanti e direttamente applicabili per tutti i Ventisette Paesi membri.
Questo cambio di strategia normativa mira a snellire le procedure legislative europee e a garantire un’applicazione più rigorosa delle politiche comuni, con l’obiettivo di eliminare le barriere interne che ostacolano il mercato unico. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha richiamato i governi nazionali a “fare i compiti a casa”, evidenziando come differenze tecniche, come quelle sul peso consentito per i camion tra Belgio e Francia, rappresentino ancora ostacoli concreti alla libera circolazione delle merci.
Pressing su Berlino e il dibattito sugli eurobond
Uno degli aspetti più delicati emersi dal vertice riguarda la questione del debito comune europeo. Per colmare il gap con Stati Uniti e Cina, stimato da Mario Draghi in 800 miliardi di euro all’anno tra investimenti pubblici e privati, Bruxelles guarda con interesse agli eurobond, in particolare per finanziare priorità strategiche come la difesa e l’intelligenza artificiale.
Il tema degli eurobond, pur essendo un’opzione concreta per rafforzare la competitività europea, incontra ancora resistenze, soprattutto da parte della Germania di Merz, che si trova a dover bilanciare i vincoli costituzionali con la necessità di rispondere alle sfide globali. Tuttavia, il precedente del Recovery fund e dei programmi di sostegno all’Ucraina, che hanno già infranto alcuni tabù sul debito comune, lascia intravedere una possibile apertura tedesca nel momento in cui la posta in gioco si farà più alta.
Per il momento, la strategia tedesca sembra orientata a evitare nuovi maxi-strumenti simili al Recovery fund, preferendo forme di debito comune settoriali e mirate, in linea con le priorità europee. Il bilancio pluriennale 2028-2034 sarà dunque il risultato di un equilibrio tra eurobond, nuove risorse proprie e maggiori contributi nazionali.
Cooperazioni rafforzate e mercato unico
Il summit ha confermato anche la legittimità e la funzionalità di approcci differenziati all’interno dell’Ue, come le cooperazioni rafforzate, che potranno essere attivate “se necessario” per avanzare su temi sensibili, senza però diventare un elemento divisivo per l’unità dei Ventisette.
Sul fronte del mercato unico, la spinta verso una maggiore integrazione è considerata “largamente condivisa”, nonostante restino da definire alcuni aspetti, come il regime fiscale per le imprese e l’unione del risparmio e degli investimenti. Per rafforzare l’enforcement delle norme comunitarie, Bruxelles punterà su un uso più massiccio dei regolamenti europei, a scapito delle direttive che richiedono recepimenti nazionali, con l’obiettivo di responsabilizzare i governi e semplificare le procedure interne.
Infine, il cosiddetto Buy European, fortemente promosso da Macron, ha raccolto il consenso del tandem franco-tedesco con una preferenza selettiva per i settori strategici quali difesa, tecnologie pulite, quantum computing, semiconduttori e intelligenza artificiale, mantenendo però un’apertura alla politica commerciale globale.






