Bruxelles, 21 gennaio 2026 – La Commissione europea ha annunciato l’avvio di un confronto con i governi nazionali e il Parlamento europeo per decidere i prossimi passi riguardo all’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, firmato ufficialmente lo scorso 17 gennaio ad Asunción, in Paraguay. La decisione segue la richiesta dell’Europarlamento di rinviare l’intesa alla Corte di giustizia europea, un passaggio che ha riacceso il dibattito sulle implicazioni dell’accordo per l’Europa.
Un impianto giuridico solido e meccanismi di tutela
A Bruxelles è stato chiarito che l’architettura giuridica dell’intesa è analoga a quella già adottata nel recente accordo con il Cile, entrato in vigore nel febbraio 2025. Il meccanismo di ricorso previsto non consente ai Paesi del Mercosur di contestare leggi o regolamenti dell’Ue, né di influenzare le politiche comunitarie. Questo sistema, ispirato al modello WTO, può soltanto segnalare una perdita di benefici commerciali attesi, escludendo pressioni o modifiche legislative sull’Unione europea.
Viene inoltre ribadito che l’accordo non compromette il principio di precauzione né gli standard sanitari e fitosanitari dell’Ue. Non è previsto alcun allentamento nei controlli sulle importazioni agricole dal Mercosur, a tutela della sicurezza dei consumatori europei. Tali garanzie sono state cruciali per ottenere l’appoggio di alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, che ha posto limiti all’importazione di prodotti agricoli sensibili e la sospensione temporanea della carbon tax su fertilizzanti specifici.
Il cammino verso l’approvazione definitiva dell’accordo sul Mercosur
L’intesa, considerata la più ampia zona di libero scambio al mondo con circa 700 milioni di consumatori, prevede la progressiva eliminazione dei dazi sul 90% delle merci scambiate tra Ue e Mercosur. Questo potrà incrementare le esportazioni europee verso l’America meridionale del 39%, sostenendo circa 440.000 posti di lavoro nel Vecchio Continente.
Il percorso di ratifica richiede ora il consenso unanime di tutti i governi nazionali e del Parlamento europeo, dopo che l’accordo è stato presentato ufficialmente nel settembre 2025. La Commissione ha inoltre sottolineato l’importanza del dialogo con il Parlamento europeo e gli Stati membri, assicurando che i testi siano stati negoziati nel pieno rispetto dei Trattati dell’Unione.
L’accordo include misure di salvaguardia e un monitoraggio semestrale dei flussi commerciali, insieme a un potenziamento dei controlli doganali, per contrastare eventuali distorsioni di mercato.
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