Milano, 28 gennaio 2026 – Tim segna una svolta storica nella sua struttura azionaria con l’approvazione da parte dei soci dell’operazione di conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. L’assemblea, convocata oggi, ha espresso un consenso quasi unanime, sancendo un importante passaggio verso una governance più semplice e una maggiore trasparenza societaria.
Tim: l’approvazione dell’operazione di conversione delle azioni di risparmio
I soci di Tim hanno votato con una netta maggioranza a favore della conversione facoltativa e obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, con il 99,87% dei voti favorevoli e solo lo 0,13% di astenuti. Parallelamente, è stata approvata la riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi di euro, con il 99,65% di sì e appena lo 0,35% di contrari. L’Assemblea Speciale degli azionisti di risparmio, che ha visto la partecipazione del 50,87% della relativa classe di azioni, ha dato l’ok alla conversione obbligatoria con il 99,58% dei voti favorevoli.
Questa operazione prevede un rapporto di conversione uno a uno, con un conguaglio in denaro di 12 centesimi per ogni azione convertita nella fase facoltativa, e di 4 centesimi nella successiva conversione obbligatoria per le azioni non aderenti. Il valore di liquidazione delle azioni di risparmio oggetto di recesso è stato fissato a 0,5117 euro.
Razionalizzazione del capitale e nomine nel Cda
L’obiettivo dichiarato da Tim è quello di semplificare la struttura del capitale sociale, eliminando la distinzione tra azioni ordinarie e risparmio, al fine di ridurre i costi di gestione e migliorare la liquidità del titolo. La riduzione del capitale sociale, inoltre, consentirà di ricostituire riserve disponibili, indispensabili soprattutto dopo la cessione di Fibercop nel 2024.
Contestualmente, sono state ufficializzate le nomine nel Consiglio di amministrazione: Lorenzo Cavalaglio e Alessandra Perrazzelli sono stati nominati con una maggioranza superiore al 97,9% dei voti. Il mandato dei due amministratori sarà in scadenza con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026.
Per gli azionisti di risparmio che non hanno partecipato all’approvazione della delibera è previsto il diritto di recesso, pari a circa lo 0,22% del capitale di risparmio complessivo.
Questa operazione rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di trasformazione di Tim, che mira a una governance più snella e a una maggiore efficienza gestionale nel contesto del mercato finanziario italiano.



