Il settore della grande distribuzione organizzata (Gdo) affronta una fase di profonda trasformazione, con una proposta che farà discutere consumatori e operatori: la chiusura dei supermercati la domenica. A rilanciare questa ipotesi è Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, che ha espresso l’intenzione di aprire un confronto con Federdistribuzione e Adm per definire un’intesa condivisa sugli orari di apertura, oggi molto differenziati a livello regionale e tra insegne diverse.
Supermercati: la proposta di chiusura domenicale e i risparmi per la Gdo
La chiusura festiva, sostenuta da Coop e dalle principali cooperative che ne fanno parte, ha come obiettivo il taglio dei costi operativi, in particolare del lavoro, che nei giorni festivi comporta maggiorazioni salariali tra il 30% e il 42%. Secondo l’Ufficio Studi Coop, la sospensione dell’attività domenicale potrebbe generare risparmi stimati tra i 2,3 e i 2,6 miliardi di euro, somme che potrebbero essere reinvestite in promozioni più vantaggiose e in una migliore organizzazione del lavoro.
Dal rapporto Coop-Nomisma del dicembre 2025 emerge che un terzo dei clienti non effettua acquisti la domenica, per cui la chiusura non modificherebbe drasticamente le abitudini di consumo, se non concentrando gli acquisti dal lunedì al sabato. La domenica libera per i dipendenti è un altro punto cardine della proposta, rispondendo a una crescente sensibilità verso l’equilibrio tra vita privata e lavoro.
I consumi degli italiani nel 2026: pragmatismo e necessità
L’analisi dei dati più recenti segnala un clima di insicurezza e preoccupazione tra i consumatori italiani, influenzati da instabilità geopolitica, mercati volatili e aspettative di crescita economica molto contenute. Nel 2026, le famiglie prevedono di aumentare le spese essenzialmente per esigenze primarie come bollette, salute e alimentazione.
Il carrello della spesa riflette questa nuova realtà: la domanda si orienta verso prodotti salutari, semplici e tradizionali, con un boom delle referenze “senza” (senza glutine, senza lattosio, ecc.), e un’attenzione crescente alla qualità unita alla convenienza. Cresce anche il ruolo del marchio del distributore (Mdd), con l’81% dei manager del settore food & beverage che prevedono un incremento degli acquisti a marchio proprio, mentre rallenta la crescita dei discount a causa della perdita del potere d’acquisto.

