Torino, 7 febbraio 2026 – Stellantis conferma il proprio impegno per il futuro dello stabilimento di Termoli, nonostante le incertezze legate alla strategia industriale di Acc e alle dinamiche del mercato automobilistico europeo. L’azienda ha ufficializzato la conferma dell’arrivo entro fine 2026 della linea di produzione del cambio e-DCT e ha annunciato investimenti significativi sui motori GSE FireFly aggiornati alla normativa Euro 7, garantendo così la loro piena utilizzabilità anche oltre il 2030.
Stellantis, investimenti e sviluppi produttivi a Termoli
Nel corso del Tavolo Automotive convocato dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, ha sottolineato come l’Italia resti centrale nelle strategie del gruppo. A Termoli, oltre alla conferma della produzione del cambio e-DCT, Stellantis investirà per mantenere attivi i motori GSE FireFly anche dopo il 2030, grazie all’adozione della tecnologia mild hybrid a 48 volt, soluzione chiave per rispettare la normativa Euro 7 e prolungare la vita dei motori termici. Questi motori, destinati alla gamma attuale e futura, saranno adattati ai requisiti normativi, assicurando la continuità operativa dello stabilimento, che rappresenta un asset industriale strategico.
Stellantis ha inoltre preso atto della decisione di Acc di bloccare i progetti delle gigafactory in Italia e Germania, monitorando attentamente la situazione per valutarne le implicazioni industriali e sociali. L’azienda ha ribadito l’intento di offrire continuità lavorativa agli attuali dipendenti dello stabilimento termolese, in un contesto complesso per l’industria automobilistica europea.
Reazioni sindacali e prospettive occupazionali
Sul fronte sindacale, la situazione a Termoli resta delicata. Dopo il vertice di Torino con l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, i sindacati metalmeccanici hanno convocato direttivi territoriali per discutere la situazione di crisi dello stabilimento. La decisione di Acc di rinviare ulteriormente l’insediamento della gigafactory ha alimentato forti dubbi sulla volontà del gruppo di investire sul territorio molisano.
Il reparto cambi è stato dismesso per fare spazio alla gigafactory, mentre la storica produzione del motore Fire è stata interrotta, con la perdita diretta di circa un migliaio di posti di lavoro. Attualmente, tutti i 1.821 dipendenti dello stabilimento sono in Contratto di Solidarietà, con prospettive occupazionali limitate alla produzione del nuovo cambio e-DCT, che a pieno regime impiegherà circa 300 lavoratori. I sindacati chiedono a Stellantis un impegno concreto per il rilancio industriale, con l’assegnazione di nuove produzioni di motori ibridi e il ritorno delle motorizzazioni italiane sulle vetture del gruppo.
Il segretario della Uilm, Francesco Guida, ha espresso rammarico per l’assenza di scelte industriali concrete e ha evidenziato come la mancanza di un quadro normativo europeo favorevole stia mettendo a rischio il futuro del settore automotive in Italia e in Europa, con ripercussioni anche sull’indotto locale e sull’economia del basso Molise.
In questo scenario, la mobilitazione sindacale si fa sempre più urgente, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione e garantire una prospettiva industriale solida per lo stabilimento di Termoli e il territorio circostante.






