Bruxelles, 14 marzo 2026 – L’Unione Europea ha deciso di prorogare di sei mesi le sanzioni individuali alla Russia, estendendo così le misure restrittive fino al 15 settembre 2026. La decisione è stata formalizzata dal Consiglio UE dopo il ritiro dei veti da parte di Ungheria e Slovacchia, con l’accordo raggiunto dagli ambasciatori dei Ventisette. Le sanzioni coinvolgono oltre 2.600 persone ed entità ritenute responsabili o collegate all’aggressione russa contro l’Ucraina.
Sanzioni alla Russia: misure restrittive confermate e casi particolari
Nel pacchetto di sanzioni prorogato, sono inclusi il divieto di viaggio, il congelamento dei beni e il divieto di fornire fondi o altre risorse economiche ai soggetti sanzionati. Tra i nomi più noti che rimangono nella lista figura Mikhail Fridman, imprenditore russo nato a Leopoli e co-fondatore di importanti conglomerati industriali e finanziari come Alfa Group e LetterOne. Nonostante la Corte di giustizia europea avesse annullato le sanzioni a suo carico nell’aprile 2024, il suo nome resta nella blacklist europea.
Fridman, con un patrimonio stimato in oltre 12 miliardi di dollari, è noto per essere stato il primo oligarca russo a prendere posizione contro l’invasione dell’Ucraina, pur mantenendo un profilo da uomo d’affari. Nato in Ucraina e con cittadinanza israeliana, ha costruito la sua fortuna negli anni ’90 grazie alla politica di privatizzazione post-sovietica, espandendo i suoi interessi in settori strategici come petrolio, banche e telecomunicazioni.
Il sostegno europeo all’Ucraina e le tensioni politiche interne
Nel comunicato ufficiale, il Consiglio UE ribadisce il “continuo e incrollabile sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”. L’Unione si impegna a fornire supporto politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico in coordinamento con partner e alleati.
Tuttavia, resta ancora in stallo il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che sarà nuovamente discusso nel prossimo Consiglio Esteri insieme al prestito da 90 miliardi di euro a Kiev, attualmente bloccato dall’opposizione del premier ungherese Viktor Orban.
In un contesto di continue tensioni, proseguono anche i colloqui di pace tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi. Nel frattempo, l’escalation militare si mantiene alta: la città di Odessa è stata colpita da nuovi raid russi che hanno causato danni significativi a infrastrutture civili e industriali, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato gravi disagi causati dagli attacchi alle reti energetiche in diverse regioni del Paese.






