Il Consiglio dei Ministri ha approvato importanti novità riguardanti la riforma della professione dei commercialisti, un settore che non subiva modifiche strutturali da oltre vent’anni. L’obiettivo principale è quello di snellire i percorsi di abilitazione e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani professionisti.
Novità principali della riforma dei commercialisti
Tra le misure più innovative spicca la possibilità di svolgere 18 mesi di tirocinio già durante gli anni universitari, un cambiamento che consente agli studenti di anticipare l’esperienza pratica e abbreviare così i tempi per l’esercizio professionale. Questo passo rappresenta una svolta significativa nel percorso formativo, permettendo un più rapido inserimento nel mercato del lavoro.
Inoltre, è stato rafforzato l’obbligo di aggiornamento professionale continuo: una disposizione che, inizialmente prevista solo per i dottori commercialisti, è stata estesa anche agli esperti contabili. Viene così garantito un mantenimento costante delle competenze e delle conoscenze, in linea con le evoluzioni normative e di mercato.
Il governo ha introdotto anche nuove regole per le elezioni del Consiglio Nazionale dei Commercialisti e ha regolamentato con maggiore precisione le società tra professionisti, favorendo una governance più trasparente e moderna.
Impatto della riforma sul Terzo settore e formazione continua
Parallelamente alla riforma dei commercialisti, la recente approvazione da parte dell’Europa del pacchetto fiscale per il Terzo settore ha introdotto una nuova complessità normativa che coinvolge direttamente la categoria. Per facilitare l’adeguamento delle competenze, è stato organizzato un webinar gratuito dedicato ai commercialisti che assistono enti non profit, previsto per il 20 marzo 2025, promosso dal Forum Nazionale del Terzo settore, Csvnet e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Cndcec).
Questo corso di formazione si propone di chiarire le nuove disposizioni fiscali e operative, consentendo ai professionisti di accompagnare al meglio le organizzazioni del Terzo settore nelle scelte strategiche, tra cui la qualificazione come ONLUS, Odv o APS.
Il contesto istituzionale e le prospettive
L’approvazione della riforma dei commercialisti si inserisce all’interno di un più ampio disegno di riordino delle professioni promosso dal Governo, che recentemente ha dato impulso anche a modifiche per avvocati, medici, ingegneri e architetti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato come queste iniziative puntino a valorizzare il contributo economico, culturale e sociale delle libere professioni, semplificando l’accesso e potenziando i percorsi formativi.
Le modifiche saranno ora oggetto di approfondimento parlamentare e si attendono i decreti attuativi che definiranno i dettagli operativi. Nel frattempo, i commercialisti sono chiamati a un impegno maggiore nella formazione continua e nell’adattamento a un quadro normativo in evoluzione, fondamentale per sostenere la crescita economica e sociale del Paese.






