Firenze, 5 febbraio 2026 – Una recente indagine condotta da Nidil Cgil nazionale ha messo in luce la dura realtà lavorativa dei rider del food delivery in Italia, evidenziando condizioni di forte precarietà economica, sociale e contrattuale. La ricerca, intitolata La condizione di lavoro dei rider del food delivery, si basa su 500 questionari compilati da lavoratori provenienti da tutto il paese, disponibili in quattro lingue: italiano, francese, inglese e urdu.

Condizioni di lavoro e retribuzioni dei rider
Secondo il dossier 2025, la maggioranza dei rider è giovane, spesso di origine migrante, e svolge questa attività come principale fonte di reddito. Questi lavoratori sono impegnati in un orario di lavoro che può arrivare fino a 8-10 ore al giorno, per 6-7 giorni a settimana. I compensi sono calcolati a cottimo e oscillano tra i 2 e i 4 euro lordi per consegna, importo che deve coprire anche i costi sostenuti per il carburante e l’eventuale tempo di attesa. Roberta Turi, segretaria nazionale di Nidil, sottolinea che “questo non è un lavoretto, ma un lavoro vero e proprio, con una media oraria notevole e compensi bassi”.
Sul fronte della sicurezza sul lavoro, la ricerca evidenzia che i dispositivi di protezione individuale forniti dalle piattaforme sono insufficienti, esponendo i lavoratori a rischi per la salute.
Iniziative di supporto e protocollo caldo
A Firenze, Casa Rider rappresenta un punto di riferimento per circa 1.000 lavoratori in un anno, prevalentemente stranieri, che vi si rivolgono per ricevere informazioni sul rapporto con le piattaforme, sulla salute e sicurezza, e per affrontare le problematiche legate alla condizione migratoria, come spiegato da Giulia Tagliaferri di Nidil Firenze.
Inoltre, a livello nazionale, è stato recentemente firmato un protocollo sulle emergenze climatiche per tutelare i lavoratori più esposti, tra cui i rider, durante ondate di caldo estremo. Il documento, condiviso da Ministero del Lavoro, sindacati e associazioni datoriali, prevede misure quali l’uso di ammortizzatori sociali in caso di sospensione o riduzione dell’orario lavorativo, potenziamento della formazione, sorveglianza sanitaria, miglioramento degli indumenti protettivi e riorganizzazione dei turni.
Nel contesto delle temperature elevate, alcune piattaforme come Glovo hanno introdotto un bonus per le consegne effettuate in condizioni climatiche difficili, ma questa iniziativa è stata criticata da Nidil Cgil, che la considera un rischio di trasformare un pericolo per la salute in un incentivo economico. Nel frattempo, la Regione Piemonte ha imposto lo stop alle consegne in bicicletta e motorino nelle ore più calde per tutelare la sicurezza dei rider.






