Roma, 9 aprile 2026 – Nonostante il drastico calo delle quotazioni del petrolio, che ieri hanno subito un ribasso del 16%, i prezzi dei carburanti alla pompa continuano a salire in molte zone d’Italia. A denunciarlo è il Codacons, che evidenzia come in diverse regioni i listini medi del gasolio abbiano superato la soglia dei 2,2 euro al litro, con incrementi anche sulle autostrade.
Prezzi dei carburanti in aumento nonostante il crollo del petrolio
Secondo il Codacons, il prezzo del diesel ha raggiunto i 2,213 euro al litro a Bolzano, 2,202 euro in Calabria e 2,199 euro in Sicilia, mentre in Lombardia si attesta a 2,197 euro. Le regioni con i maggiori incrementi rispetto a ieri sono Abruzzo (+1,6 centesimi), Emilia Romagna (+1,4 centesimi) e Molise (+1,1 centesimi). Questa situazione è definita dall’associazione come un fenomeno di “doppia velocità”: i prezzi dei carburanti salgono immediatamente con l’aumento del petrolio, ma non scendono in egual misura quando le quotazioni del greggio crollano.
Le cause del mancato ribasso della benzina e del gasolio
Il Codacons sottolinea che, rispetto ai picchi di inizio anno, il prezzo del petrolio è sceso di circa il 23% (da 78 a 60 dollari per il WTI; da 82 a 63 dollari per il Brent). Tuttavia, la riduzione del prezzo alla pompa è stata molto contenuta: la benzina è passata da 1,823 a 1,764 euro al litro (-3,2%), il gasolio da 1,726 a 1,662 euro (-3,7%). Se il calo del petrolio si riflettesse direttamente sui listini, il risparmio sarebbe molto più consistente, con la benzina intorno a 1,4 euro al litro e il diesel a circa 1,33 euro.
Le ragioni di questo divario sono molteplici: il mercato dei carburanti industriali è distinto da quello del petrolio greggio, e ai costi industriali si aggiungono spese di logistica e obblighi di miscelazione con biocarburanti. Inoltre, le imposte (accise e IVA) rappresentano il 60% del prezzo finale della benzina e il 56,2% di quello del gasolio. Il Codacons annuncia l’intenzione di presentare denunce per presunte manovre speculative qualora i prezzi non dovessero invertire rapidamente la tendenza.
In questo contesto, l’associazione continua a vigilare per tutelare i consumatori da possibili abusi nel settore dei carburanti, evidenziando un problema strutturale che penalizza gli automobilisti italiani nonostante l’andamento favorevole del prezzo del petrolio sui mercati internazionali.




