Roma, 17 gennaio 2026 – Il 2025 si è contraddistinto per una significativa variabilità nei prezzi al consumo in Italia: mentre alcuni prodotti hanno subito aumenti record, altri hanno invece registrato consistenti diminuzioni. A tracciare un bilancio è il Ccr, il Centro di formazione e ricerca sui consumi, che ha analizzato l’andamento dei prezzi nel paniere dei beni di largo consumo.
Aumenti record per gioielli, caffè ed energia elettrica
I gioielli si confermano il settore con la crescita più marcata, con un incremento medio dei prezzi del +22% nel 2025, spinti dal forte rialzo delle quotazioni dell’oro, tradizionale bene rifugio in tempi di incertezza geopolitica. Subito dopo si colloca il caffè, con un aumento del +20,7% sui prezzi al dettaglio, seguito dall’energia elettrica nel mercato tutelato, che ha visto un rialzo medio del +20,2% rispetto al 2024, nonostante una flessione del 7,1% nelle tariffe del mercato libero.

Altri prodotti che hanno subito forti rincari comprendono il cacao in polvere (+19,5%), influenzato dai cambiamenti climatici e dalla crisi delle materie prime, i voli nazionali (+16,3%), il burro (+13%), il cioccolato (+10,9%), i servizi ricreativi e sportivi (+9,8%), gli agrumi (+9,4%) e i pacchetti vacanza nazionali (+9,4%).
Questi aumenti si spiegano con una combinazione di fattori quali l’impennata delle materie prime, le tensioni geopolitiche e fenomeni speculativi, soprattutto nei settori dei trasporti e del turismo, dove la domanda ha influito sulle tariffe.
Calo marcato per olio d’oliva, smartphone e prodotti tecnologici
Contrariamente ai settori in crescita, alcuni beni hanno registrato forti diminuzioni nei prezzi nel corso del 2025. In particolare, i cellulari e smartphone sono costati in media il 14,7% in meno rispetto all’anno precedente. Anche l’olio d’oliva, dopo anni di rincari, ha visto una riduzione media dei prezzi del 14,5%.
Ulteriori cali si sono osservati per i computer portatili, palmari e tablet (-13,6%), lo zucchero (-9,6%), gli apparecchi per la pulizia della casa (-9,2%) e i televisori e apparecchi per la ricezione, registrazione e riproduzione di immagini e suoni (-8,1%).
Secondo Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Ccr, “i dati sull’inflazione del 2025 evidenziano una vera e propria altalena dei prezzi, influenzata da molteplici fattori, tra cui le quotazioni delle materie prime, le tensioni geopolitiche e fenomeni speculativi che hanno portato a rincari ingiustificati soprattutto nei trasporti e nel turismo”.






