Milano, 5 febbraio 2026 – Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli ha respinto la proposta avanzata da China National Tire & Rubber Corporation (Cnrc), la controllata di Sinochem e principale azionista del gruppo, che prevedeva la segregazione societaria del business legato alla tecnologia Cyber Tyre. La decisione è maturata in un contesto di crescente tensione tra le strategie industriali italiane e le normative internazionali, in particolare quelle americane, che impattano sulla gestione di questa innovativa tecnologia.
Il voto del cda e le motivazioni di Pirelli
Il board di Pirelli, riunitosi a Milano, ha approvato a maggioranza con 9 voti favorevoli e 5 contrari, tra cui quelli dei rappresentanti cinesi Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, Fan Xiaohua e Tang Grace, le posizioni dell’amministratore delegato Andrea Casaluci. Il management ha ribadito che le attività di Cyber Tyre devono essere gestite in modo pienamente integrato, sia funzionalmente che organizzativamente, con le altre attività del gruppo, escludendo qualsiasi forma di compartimentazione, separazione o segregazione anche parziale. Il cda ha inoltre preso atto delle notifiche al golden power per il mancato rinnovo del patto parasociale.
Nel corso della riunione è stata evidenziata la trasformazione del settore automotive verso veicoli sempre più integrati e connessi, con pneumatici che non rappresentano più solo un componente fisico ma diventano sistemi tecnologici avanzati in grado di raccogliere, elaborare e trasmettere dati in tempo reale. Pirelli è stata pioniera nello sviluppo di questo sistema hardware e software, il Cyber Tyre, che dialoga con i sistemi elettronici delle vetture e con le infrastrutture stradali, abilitando servizi per le smart road e il monitoraggio delle reti stradali e autostradali. La tecnologia è già adottata da alcune case automobilistiche di prestigio e sono in corso accordi con enti come Regione Puglia, Movyon (gruppo Autostrade per l’Italia) e Anas.
Il contesto internazionale e la proposta cinese
La proposta di Cnrc mirava a scorporare le attività di Cyber Tyre in una nuova entità senza la presenza cinese, per superare le criticità legate alla normativa statunitense sui veicoli connessi, che vieta l’importazione di hardware e software provenienti da aziende legate a paesi come la Cina. Cnrc ha definito la propria offerta come una soluzione strutturata e basata su strumenti societari di ampio utilizzo, finalizzata a risolvere le questioni di governance di Pirelli e le criticità regolamentari, auspicando un esame neutrale e costruttivo della stessa.
Tuttavia, il socio italiano Camfin ha espresso un netto dissenso, giudicando la proposta cinese “pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società”. Camfin ha inoltre sottolineato che tale soluzione non garantirebbe comunque l’allineamento con la normativa americana sui veicoli connessi e ha ribadito la propria disponibilità a discutere soluzioni alternative nell’interesse di tutti gli stakeholder.
L’innovazione di Cyber Tyre rappresenta il primo sistema al mondo di pneumatici sensorizzati che trasmettono dati vitali in tempo reale all’auto, migliorando sicurezza, controllo e prestazioni di guida. Questa tecnologia, lanciata nel 2025, è un elemento strategico per Pirelli, ma si scontra con le tensioni geopolitiche e le restrizioni commerciali internazionali, soprattutto negli USA, dove il 40% del fatturato del gruppo viene realizzato.
Lo scontro tra le diverse visioni di governance e sviluppo tecnologico riflette le sfide che Pirelli deve affrontare nel conciliare l’innovazione con le normative globali e gli interessi degli azionisti, in un mercato sempre più complesso e interconnesso.
