Roma, 9 marzo 2026 – Il Gruppo dei Sette (G7) si riunisce oggi per discutere una possibile strategia comune volta al rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio. Questa iniziativa mira a contenere l’impennata dei prezzi del greggio in seguito alle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente, in particolare dopo gli attacchi agli impianti petroliferi e il blocco dello stretto di Hormuz.
Petrolio: il confronto tra i membri del G7 e la proposta statunitense
Secondo fonti riprese dal Financial Times, tre paesi, tra cui gli Stati Uniti, sarebbero già favorevoli a un intervento congiunto. Washington sarebbe propensa a un rilascio di una quantità compresa tra 300 e 400 milioni di barili, che rappresenta circa il 25-30% del totale delle riserve strategiche possedute dai paesi membri. Tale misura, di carattere eccezionale, è stata adottata in passato solo in cinque occasioni, tra cui due volte dopo l’invasione dell’Ucraina, una dopo la prima guerra del Golfo, una in seguito all’uragano Katrina e una dopo il blocco della produzione in Libia. La discussione coinvolgerà anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), che ha un ruolo chiave nella gestione delle riserve strategiche a livello globale.
L’andamento dei prezzi del petrolio sul mercato internazionale
Il prezzo del petrolio ha subito forti oscillazioni nelle ultime settimane. Dopo aver superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal luglio 2022, con il WTI che ha raggiunto quota 104,9 dollari e il Brent 108,5 dollari, le quotazioni hanno mostrato un lieve calo, pur mantenendosi su livelli elevati. Questi rialzi sono stati innescati dalle incertezze legate alla guerra in Iran e agli attacchi nella regione del Golfo, che hanno messo sotto pressione la produzione e le rotte di approvvigionamento energetico. L’intervento del G7, con un rilascio coordinato delle riserve, si configura come una mossa strategica per stabilizzare i mercati e mitigare l’impatto economico globale.
Il G7, che riunisce le maggiori economie avanzate al mondo – Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, con la partecipazione permanente dell’Unione Europea –, ha storicamente un ruolo centrale nel coordinare politiche economiche e azioni collettive in situazioni di crisi energetica o finanziaria. La decisione di oggi sarà attentamente monitorata dagli operatori di mercato e dagli osservatori internazionali, data la sua rilevanza per l’equilibrio geopolitico ed economico globale.






