Bruxelles, 5 aprile 2026 – L’Opec+ ha annunciato un aumento della produzione petrolifera di 206.000 barili al giorno a partire da maggio, come comunicato da fonti interne all’organizzazione e riportato da agenzie internazionali tra cui Bloomberg e Interfax. La decisione arriva in un contesto segnato da tensioni geopolitiche che influenzano fortemente il mercato energetico globale.
Aumento della produzione e criticità geopolitiche
L’incremento deciso dall’Opec+ riguarda gli otto principali paesi produttori di petrolio del cartello. Tuttavia, le condizioni sul campo rendono incerta l’effettiva attuazione di questa crescita produttiva. La guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno infatti interrotto le esportazioni da alcuni membri chiave come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iraq. Questi ultimi restano gli unici in grado di aumentare significativamente la produzione, ma il ripristino degli impianti danneggiati è un processo costoso e lungo, come sottolineato nella dichiarazione congiunta dell’Opec+ a seguito della riunione ministeriale.
L’organismo ha inoltre apprezzato gli sforzi di alcuni Paesi nel garantire la continuità delle forniture attraverso l’uso di rotte alternative, contribuendo a limitare la volatilità del mercato petrolifero. L’Opec+ ha ribadito il proprio impegno a monitorare l’evoluzione del mercato e la possibilità di convocare ulteriori incontri, con la prossima riunione ministeriale prevista per il 7 giugno.
Impatto degli attacchi alle infrastrutture energetiche sulla stabilità del mercato
Il comitato ministeriale dell’Opec+ ha evidenziato come qualsiasi azione che comprometta la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, inclusi attacchi alle infrastrutture e interruzioni delle rotte marittime internazionali, contribuisca ad aumentare la volatilità del mercato globale del petrolio. La dichiarazione ufficiale sottolinea l’importanza cruciale di garantire la sicurezza delle vie di trasporto energetico per mantenere un flusso costante e ininterrotto di risorse.
In questo scenario, la guerra in corso e le tensioni geopolitiche rappresentano un fattore destabilizzante che tiene sotto pressione i prezzi del greggio e alimenta le incertezze sui mercati globali dell’energia. La decisione dell’Opec+ di aumentare la produzione appare quindi come un tentativo di bilanciare la domanda e l’offerta in un quadro complesso e mutevole.






