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Home Economia

Nessun accordo tra Fiom e Stellantis sull’aumento salariale

by Alessandro Bolzani
6 Giugno 2025
Il logo di Stellantis

Il logo di Stellantis | Photo by Sushant savla - Alanews.it

Dopo l’interruzione della trattativa, la Fiom ha avviato una mobilitazione con scioperi in tutti gli stabilimenti di Stellantis, Cnh, Iveco e Ferrari, chiedendo la riapertura del confronto e una soluzione positiva

Non è stato raggiunto alcun accordo tra la Fiom Cgil e le aziende Stellantis, Cnh, Iveco e Ferrari in merito agli aumenti salariali mensili per i lavoratori. La Fiom, che non riconosce il contratto specifico di primo livello (ccsl), aveva espresso la volontà di sottoscrivere un verbale d’intesa, ma la proposta è stata respinta dalle aziende. Questo mancato accordo rappresenta un’occasione mancata: si sarebbe trattato del primo passo concreto verso un riavvicinamento tra le parti, dopo la frattura del dicembre 2010, quando gli altri sindacati lasciarono il contratto nazionale per firmare il ccsl con l’azienda.

La denuncia di un pregiudizio nei confronti della Fiom

Secondo Samuele Lodi, responsabile del settore automotive della Fiom, le aziende avrebbero deliberatamente escluso la Fiom per motivi ideologici. “C’è un pregiudizio nei nostri confronti – ha dichiarato – non hanno voluto fare un accordo con noi”. Lodi, insieme a Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale del comparto automotive, ha sottolineato che «la posizione di chiusura delle aziende è stata miope e ha impedito la sottoscrizione di un’intesa che avrebbe potuto rappresentare un primo passo significativo verso un sistema di relazioni sindacali moderno e costruttivo».

Un’occasione persa per il dialogo sindacale

Lodi e Oreggia hanno ribadito come la Fiom abbia cercato in ogni modo di giungere a un’intesa condivisa. La proposta presentata, che conteneva richieste economiche, era formulata chiaramente come non vincolante dal punto di vista contrattuale. Nonostante ciò, le aziende che applicano il contratto specifico hanno chiuso ogni spiraglio di confronto. “Una scelta gravissima – accusano i due dirigenti – che dimostra un atteggiamento ideologico e ostile alla contrattazione pluralista, contraddicendo il percorso precedente in cui l’azienda aveva accolto la piattaforma della Fiom”.

Scioperi e mobilitazione negli stabilimenti di Stellantis, Cnh, Iveco e Ferrari

Dopo l’interruzione della trattativa, la Fiom ha avviato una mobilitazione con scioperi in tutti gli stabilimenti di Stellantis, Cnh, Iveco e Ferrari, chiedendo la riapertura del confronto e una soluzione positiva. L’accordo finale sottoscritto tra le aziende e le sigle sindacali firmatarie, secondo la Fiom, è apprezzabile nel merito, e sarebbe anche frutto della pressione esercitata dalle iniziative messe in campo dal sindacato metalmeccanico della Cgil.

Prossime assemblee nei luoghi di lavoro

Secondo la Fiom, le quattro aziende portano una grave responsabilità: quella di aver chiuso alla possibilità di condividere un verbale d’accordo basato su un testo presentato dal sindacato. “Una scelta ideologica e profondamente sbagliata – ribadiscono Lodi e Oreggia – che dimostra una volontà di escludere il confronto anziché promuoverlo”. Nei prossimi giorni, la Fiom organizzerà assemblee in tutti gli stabilimenti coinvolti, per confrontarsi con le lavoratrici e i lavoratori, illustrare i contenuti della vertenza e spiegare l’atteggiamento di chiusura tenuto dalle aziende.

Può interessarti anche questo articolo: Stellantis, Antonio Filosa è ufficialmente il nuovo amministratore delegato

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