New York, 3 febbraio 2026 – Elon Musk compie un passo strategico importante nel mondo dell’alta tecnologia e dell’aerospazio, annunciando la fusione tra SpaceX e la sua startup di intelligenza artificiale xAI. La nuova entità combinata, valutata 1.250 miliardi di dollari, diventa così la società privata più preziosa al mondo, con l’ambizioso obiettivo di accelerare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la colonizzazione di Marte, un sogno inseguito da Musk da anni.
La fusione e le reazioni degli investitori
L’operazione di fusione, che unisce due delle realtà imprenditoriali più innovative di Musk, è stata comunicata agli investitori in modo repentino domenica scorsa. La notizia ha suscitato sentimenti contrastanti, soprattutto tra gli azionisti di SpaceX. Alcuni temono che l’ingresso di xAI, che attualmente registra perdite significative, possa indebolire il valore della quotazione di SpaceX. Per completare l’operazione, infatti, la società spaziale dovrà emettere nuove azioni per un valore stimato di 250 miliardi di dollari, con conseguente diluizione delle quote attuali.
La quotazione in Borsa di SpaceX, prevista per giugno, potrebbe raccogliere fino a 50 miliardi di dollari, configurandosi come la più grande initial public offering della storia. Tra le curiosità, la scelta del periodo per il debutto pubblico coincide con un raro allineamento planetario tra Giove e Venere e con il compleanno del fondatore Elon Musk.
Secondo alcune fonti critiche, la fretta con cui Musk intende quotarsi sarebbe motivata dal desiderio di anticipare i concorrenti nel settore dell’intelligenza artificiale, in particolare Anthropic e OpenAI, società che hanno annunciato il loro ingresso in Borsa nel 2026. Tra Musk e l’amministratore delegato di OpenAI si protrae inoltre una controversia legale in corso, con Musk che reclama danni per 134 miliardi di dollari sostenendo che OpenAI abbia tradito la sua missione originaria trasformandosi in azienda a scopo di lucro.
Obiettivi strategici e visione futura
La fusione di SpaceX e xAI rappresenta per Musk un tentativo di concretizzare alcune delle sue visioni più ambiziose, come la costruzione di data center nello spazio, un’idea che ha attirato anche l’interesse di altri magnati tecnologici come Jeff Bezos e Sam Altman (cofondatore di OpenAI).
Parallelamente, Musk punta a intensificare la corsa verso Marte, pianeta per il quale ha manifestato il desiderio di contribuire alla colonizzazione, arrivando addirittura a dichiarare che gli piacerebbe morire lì, “ma non nell’impatto della navicella”.
Per gli estimatori, questa mossa sottolinea ancora una volta il genio innovativo di Musk. I detrattori, al contrario, parlano di un’operazione di ingegneria finanziaria che si basa più sulla forza del brand personale del miliardario e sul successo precedente di SpaceX che su basi economiche razionali, soprattutto considerando che xAI attualmente brucia un miliardo di dollari al mese.
SpaceX, fondata nel 2002 da Elon Musk, è nota per i suoi numerosi primati nel settore aerospaziale, tra cui il primo razzo privato ad aver raggiunto l’orbita e la prima compagnia privata a inviare astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Con questa nuova entità, Musk punta a spingere ancora oltre i confini dell’esplorazione spaziale e dell’intelligenza artificiale.





