Roma, 22 marzo 2026 – Il Consiglio di Amministrazione (Cda) del Monte dei Paschi di Siena (Mps) è chiamato domani a fare il punto sulle candidature per il rinnovo del consiglio in vista dell’assemblea del 15 aprile, dopo la sorprendente comparsa di una terza lista concorrente che propone Luigi Lovaglio come amministratore delegato. La situazione ha creato un clima di forte attenzione e confronto interno, soprattutto alla luce delle tensioni legate alla candidatura di Lovaglio, escluso dalla lista ufficiale del Cda e protagonista di uno scontro aperto con gli altri soci e il board.
La riunione del Cda e la sfida di Luigi Lovaglio
Il Cda, convocato nei giorni scorsi per adempiere agli obblighi dopo la scadenza del 21 marzo per la presentazione delle liste, aveva in agenda diversi punti ordinari. Tuttavia, l’insorgere di questa terza lista, promossa dall’imprenditore Giorgio Girondi con una quota del 5% del capitale, ha imposto un’analisi approfondita della situazione. La lista rivale, che vede Lovaglio come capolista, si pone esplicitamente in competizione con la proposta ufficiale del Cda, che mira a mantenere la maggioranza.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Cda discuterà domani anche la posizione di Lovaglio, che ha accettato di candidarsi senza informare il board e in contrasto con la linea della banca, che punta a un cambio della governance nel prossimo mandato. La sua candidatura in una lista concorrente è giudicata incompatibile con gli interessi di Mps, creando dubbi tra diversi consiglieri anche sul processo di formazione della lista e sul supporto ricevuto da advisor esterni.
Contesto e prospettive della governance Mps
Il confronto interno a Mps si inserisce in un contesto di grande trasformazione per il gruppo senese, che ha di recente acquisito Mediobanca e sta gestendo un piano di integrazione industriale ambizioso. I dividendi del gruppo sono previsti in crescita, passando da 2,6 miliardi nel 2025 a 3,6 miliardi nel 2030, secondo le previsioni dell’amministratore delegato Lovaglio. Tuttavia, le tensioni politiche e finanziarie, così come l’esame attento da parte della Banca Centrale Europea (Bce), rendono la fase attuale particolarmente delicata.
L’assemblea del 15 aprile sarà fondamentale per il futuro del Monte dei Paschi, con l’attesa presentazione della lista ufficiale del Cda uscente e la possibile sfida della lista guidata da Lovaglio. La Bce deve ancora autorizzare formalmente la presentazione della lista, e senza tale approvazione la candidatura ufficiale non potrà essere depositata. Nel frattempo, la governance di Mps resta sotto la lente di ingrandimento degli azionisti e delle autorità di vigilanza, mentre il clima nel board si fa sempre più teso, con molti nodi da sciogliere nei prossimi giorni.






