Milano, 8 gennaio 2026 – Presto chi utilizza i monopattini elettrici dovrà dotarli di targa. L’obbligo è già previsto dal nuovo Codice della strada approvato alla fine del 2024, ma non è ancora pienamente operativo. Per l’entrata in vigore effettiva manca infatti un ultimo decreto, atteso nelle prossime settimane. Una volta completato questo passaggio e resa disponibile la piattaforma ufficiale, ci saranno due mesi di tempo per mettersi in regola. È quindi dalla primavera del 2026 che chi circolerà con un monopattino senza targa rischierà sanzioni elevate.
Monopattini elettrici, quando scatta l’obbligo della targa
L’introduzione della targa per i monopattini elettrici rientra nel nuovo Codice della strada, in vigore dal novembre 2024. Tuttavia, l’applicazione concreta della norma ha subito diversi rallentamenti. Solo a ottobre dello scorso anno è stato emanato il decreto ministeriale che ne ha definito gli aspetti pratici, pubblicato poi in Gazzetta ufficiale il 13 novembre. Lo stesso decreto rimandava però a un provvedimento successivo la definizione delle modalità operative della piattaforma telematica necessaria per richiedere la targa.
Questo ultimo decreto dovrebbe arrivare entro novanta giorni da quello di novembre, quindi al più tardi nella prima metà di febbraio. Da quel momento scatteranno ulteriori sessanta giorni per consentire agli utenti di adeguarsi. In base a queste tempistiche, l’obbligo dovrebbe diventare pienamente effettivo tra la fine di marzo e l’inizio di aprile.

Come sarà la targa e cosa rischia chi non è in regola
La targa dei monopattini elettrici non sarà come quelle di auto e moto. Si tratterà di un adesivo in plastica, progettato per adattarsi alle dimensioni ridotte del mezzo. Dovrà essere applicato in verticale e in una posizione ben visibile, prestando attenzione perché non potrà essere rimosso una volta fissato. La targhetta conterrà sei caratteri, tre lettere e tre numeri, a partire dalla combinazione BBB222. Non saranno utilizzate le vocali, la lettera Q e i numeri 0 e 1.
Per richiederla sarà necessario attendere l’attivazione della piattaforma telematica del ministero dei Trasporti, prevista entro la metà di febbraio. Il ritiro potrà avvenire presso la motorizzazione o tramite le agenzie di pratiche automobilistiche. Il costo stabilito dal decreto di ottobre è di 8,66 euro, a cui si aggiungeranno l’imposta di bollo e i diritti della motorizzazione. Il pagamento avverrà online tramite PagoPA al momento della richiesta.
Chi non rispetterà l’obbligo andrà incontro a sanzioni ben più onerose: la multa per la circolazione senza targa potrà variare da 100 a 400 euro. Inoltre, una targhetta applicata in modo non corretto, ad esempio non in verticale o in una posizione poco leggibile, sarà considerata come assente.

